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Il soccorso oneroso 17 dicembre 1999 Una volta c'era il "soccorso rosso". Ed i "compagni" in difficoltà ne usufruivano grazie
all'entusiasmo ed allo spirito di sacrificio dei militanti del Pci. Ovviamente quel "soccorso Il leghista Bampo ha denunciato di aver aver avuto una offerta di duecento milioni per passare nelle file dell'Udeur. E, malgrado la sdegnata smentita degli amici di Clemente Mastella, la vicenda ha immediatamente suscitato un pesante protesta da parte delle forze dell'opposizione. Lo scandalo è sicuramente molto grave. La "campagna acquisti" di voti in favore della maggioranza rappresenta sicuramente un atto vergognoso ed indegno di una corretta e normale democrazia. Ma i sostenitori del governo hanno una buona arma per difendersi.Nel nostro paese si pratica da quasi un secolo e mezzo il trasformismo parlamentare. Le compravendite di voti di deputati e di sanatori sono una sorta di costante fissa della storia politica nazionale. Ed in questa luce hanno facile gioco nel rilevare come nella levata di scudi dell'opposizione ci sia una buona dose di strumentalità. " Chi è senza peccato - ha fatto intendere l'esperto Clemente Mastella - lanci la prima pietra". L'osservazione non è peregrina. Ma il vero scandalo non é nella semplice compravendita e neppure nell'alto prezzo, che sempre a detta di Bampo, sarebbe stato offerto per acquistare un voto a favore della maggioranza di Massimo D'Alema. Lo scandalo vero è che ad applicare la regola dell'immoralità della politica italiana siano quelli che hanno conquistato il potere in nome della questione morale e fanno del rigore e della legalità l'unico strumento della loro azione politica. Per cinquant'anni hanno sollevato nelle piazze la questione morale contro i loro avversari. E per cinquant'anni hanno annunciato che nel momento in cui avessero avuto la possibilità di governare avrebbero affrancato e salvato il paese dal suo retaggio di immoralità ed illegalità. Ma la catarsi tanto promessa non c'è stata.
Al centro sinistra della Prima
Repubblica liquidato dalla rivoluzione giudiziaria condotta all'insegna della virtù, é
seguito un centro sinistra della seconda Repubblica che non solo ha rinnovato le vergogne dei suoi
predecessori ma le ha addirittura appesantite dall'aggravante delle false promesse. Ora può
anche capitare che le operazioni di soccorso oneroso vadano in porto e Massimo D'Alema
rimanga a Palazzo Chigi a dispetto dei reali rapporti di forza politici e della volontà della
maggioranza degli elettori. Ma la vicenda rimane e segna in maniera indelebile con il marchio
della vergogna e dell'imbroglio il primo governo della sinistra della storia repubblicana. Al
momento del voto l'elettorato non potrà non ricordarlo. Per condannare all'opposizione i
moralisti ipocriti e fasulli della sinistra post-comunista e giustizialista. |