torna alla
home page

ARCHIVIO

2001
gennaio

2000
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

1999
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Il soccorso oneroso
17 dicembre 1999

Una volta c'era il "soccorso rosso". Ed i "compagni" in difficoltà ne usufruivano grazie all'entusiasmo ed allo spirito di sacrificio dei militanti del Pci. Ovviamente quel "soccorso
rosso" era assolutamente gratuito e veniva assicurato in nome dell'ideale della rivoluzione socialista promossa dal partito-guida sovietico. Adesso il "soccorso" non è più rosso. Si è sbiadito ed in qualche caso ha addirittura cambiato colore. Non si fonda né sull'entusiasmo, né sullo spirito di sacrificio. E, soprattutto, è assolutamente oneroso in quanto chi lo richiede non lo sollecita in nome di qualche grande principio ma lo paga profumatamente con moneta sonante e con la precisa promessa di qualche collegio elettorale sicuro. Pare che in aiuto al traballante Presidente del Consiglio Massimo D'Alema sia scattato questo tipo di soccorso oneroso. 

Il leghista Bampo ha denunciato di aver aver avuto una offerta di duecento milioni per passare nelle file dell'Udeur. E, malgrado la sdegnata smentita degli amici di Clemente Mastella, la vicenda ha immediatamente suscitato un pesante protesta da parte delle forze dell'opposizione. Lo scandalo è sicuramente molto grave. La "campagna acquisti" di voti in favore della maggioranza rappresenta sicuramente un atto vergognoso ed indegno di una corretta e normale democrazia. Ma i sostenitori del governo hanno una buona arma per difendersi.Nel nostro paese si pratica da quasi un secolo e mezzo il trasformismo parlamentare. Le compravendite di voti di deputati e di sanatori sono una sorta di costante fissa della storia politica nazionale. Ed in questa luce hanno facile gioco nel rilevare come nella levata di scudi dell'opposizione ci sia una buona dose di strumentalità. " Chi è senza peccato - ha fatto intendere l'esperto Clemente Mastella - lanci la prima pietra".

L'osservazione non è peregrina. Ma il vero scandalo non é nella semplice compravendita e neppure nell'alto prezzo, che sempre a detta di Bampo, sarebbe stato offerto per acquistare un voto a favore della maggioranza di Massimo D'Alema. Lo scandalo vero è che ad applicare la regola dell'immoralità della politica italiana siano quelli che hanno conquistato il potere in nome della questione morale e fanno del rigore e della legalità l'unico strumento della loro azione politica. Per cinquant'anni hanno sollevato nelle piazze la questione morale contro i loro avversari. E per cinquant'anni hanno annunciato che nel momento in cui avessero avuto la possibilità di governare avrebbero affrancato e salvato il paese dal suo retaggio di immoralità ed illegalità. Ma la catarsi tanto promessa non c'è stata. 

Al centro sinistra della Prima Repubblica liquidato dalla rivoluzione giudiziaria condotta all'insegna della virtù, é seguito un centro sinistra della seconda Repubblica che non solo ha rinnovato le vergogne dei suoi predecessori ma le ha addirittura appesantite dall'aggravante delle false promesse. Ora può anche capitare che le operazioni di soccorso oneroso vadano in porto e Massimo D'Alema rimanga a Palazzo Chigi a dispetto dei reali rapporti di forza politici e della volontà della maggioranza degli elettori. Ma la vicenda rimane e segna in maniera indelebile con il marchio della vergogna e dell'imbroglio il primo governo della sinistra della storia repubblicana. Al momento del voto l'elettorato non potrà non ricordarlo. Per condannare all'opposizione i moralisti ipocriti e fasulli della sinistra post-comunista e giustizialista.