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  I botoli da salotto
31 dicembre 1999

Il caso Forattini e la conferenza di fine d'anno del Presidente del Consiglio Massimo D'Alema sono legati da un filo doppio . Non si tratta solo del fatto che l'iniziativa giudiziaria di D'Alema contro Forattini é stata la miccia che ha innescato il divorzio del famoso vignettista da " Repubblica". Questo é solo il nesso più evidente ed appariscente della faccenda . Si tratta di un fenomeno molto più complesso di cui il caso Forattini e la conferenza stampa di fine d'anno del Presidente del Consiglio costituiscono la spia più precisa ed inquietante. Il fenomeno é quello dell'appiattimento e della " normalizzazione" del mondo dell'informazione nazionale che si é compiuto nell'era della sinistra al governo. 

Il caso Forattini é addirittura eclatante. Il grande disegnatore satirico abbandona il giornale di cui é stato uno dei fondatori. E motiva la sua decisione protestando contro la scarsa solidarietà manifestatagli dalla direzione di " Repubblica" dopo la denuncia ricevuta da Massimo D'Alema. Già in passato Forattini aveva avuto polemiche con la direzione del proprio giornale a causa delle sue vignette satiriche contro i vertici di Botteghe Oscure. E' nota la lite con Eugenio Scalfari a proposito della vignetta che denunciava l'imborghesimento ed il distacco dalla classe operaia di Enrico Berlinguer. Ma tra alti e bassi, rotture e riconciliazioni, il rapporto tra Forattini e Scalfari era rimasto in piedi. Adesso, invece, il divorzio é netto ed irrecuperabile. Frutto di un atto di arroganza del Presidente del Consiglio e di totale passività della direzione di "Repubblica". E segno inequivocabile che il giornale che più di ogni altro aveva svolto la
funzione di stimolo, alle volte anche eccessivo, livoroso ed astioso, del dibattito democratico del paese, é diventato un semplice organo fiancheggiatore del governo in carica e dell'inquilino di Palazzo Chigi. 

Il caso Forattini, in sostanza, rileva che " Repubblica" si é trasformata in una riedizione più ricca del peggiore " Paese Sera", il quotidiano fiancheggiatore del Pci degli anni sessanta e settanta. E che nel farlo si é allineato alla stragrande maggioranza della grande stampa e dei grandi organi d'informazione televisivi del paese. Il primo governo di sinistra della storia repubblicana é così riuscito a "normalizzare" ( tranne pochissimi casi ) l'informazione nazionale. Lo ha fatto con le "cattive" delle querele e delle intimidazioni e con le "buone" dei condizionamenti dei gruppi economici e finanziari proprietari dei mezzi d'informazione. E lo specchio di questo processo di totale appiattimento é stata proprio la conferenza stampa di fine d'anno del Presidente del Consiglio. Dove erano quei giornalisti che per anni hanno predicato la necessità di trasformarsi in contropotere e "cani da guardia" della democrazia?

Di fronte agli occhi sprezzanti di Massimo D'Alema non c'era nessun rappresentante del
contropotere. I "cani da guardia" avevano assunto per l'occasione l'aspetto dei botolini da salotto, incapaci di abbaiare o buoni solo a guaire per non inimicarsi il potente Capo del Governo. A ben guardare é stato un bene che il '99 si sia chiuso con il caso Forattini e la conferenza stampa degli inginocchiati . Gli italiani ora sanno il risultato più significativo raggiunto dalla sinistra al governo é l'appiattimento dell'informazione che produce l'assopimento delle coscienze. Come in tutti i regimi autoritari o di falsa democrazia.