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La sorveglianza speciale 13 gennaio 2000 Per una singolare e fortuita circostanza l'apertura dell'anno giudiziario da parte del Procuratore Generale della Cassazione La Torre si é tenuta alla vigilia dell'inizio dei lavori del congresso dei Ds del Lingotto di Torino. Ed é proprio questa concomitanza indica senza possibilità di equivoco come abbia perfettamente ragione Emanuele Macaluso quando sostiene che il partito erede del Pci e del Pds ed oggi retto dalla diarchia D'Alema-Veltroni é arrivato inesorabilmente ed inguaribilmente alla frutta. Le parole del Procuratore Generale La Torre hanno realizzato un quadro preciso ed impietoso dello stato della giustizia in Italia contrassegnato dalla condizione di " sorveglianza speciale" a cui il nostro paese é stato sottoposto dall'Unione Europea . Ed hanno sostanzialmente ribadito che tra le principali emergenze che l'Italia deve affrontare per rimanere al passo con gli altri paesi più evoluti e democratici dell'Occidente quella relativa alla giustizia figura sicuramente tra i primi posti. Quale eco avranno le affermazioni del Procuratore Generale della Cassazione sul congresso dei Ds? La risposta é semplice e scontata. l'"i care" preso in prestito da Walter Veltroni a don Milani prevede che il principale partito della sinistra italiana e della maggioranza di governo si faccia carico di ogni più minimo problema del paese e del pianeta. Dai rapporti con l'Ulivo alle condizioni della Birmania. Tranne che della "questione giustizia". Il congresso dei Ds, ovviamente, non mancherà di occuparsi dei problemi della giustizia, dalle carenze degli organici alle mancanze delle aule dei Tribunali. Ma non riconoscerà alcun carattere di emergenza al problema della giustizia italiana messa sotto sorveglianza speciale dall'Europa. E la ragione é che se lo facesse metterebbe in crisi il proprio elemento costitutivo e fondante. Cioè di aver compito il passaggio del guado da partito post-comunista d'opposizione a partito democratico della sinistra al governo del paese solo grazie all'onda anomala della rivoluzione giudiziaria che si é sviluppata nel nostro paese all'inizio degli anni novanta provocando il radicale cambiamento della vecchia classe dirigente dei partiti democratici della Prima Repubblica. L'elemento fondante dei Ds, in altri termini, é proprio quello stato catastrofico della giustizia per cui l'Europa vuole mettere sotto sorveglianza speciale il nostro paese. Senza il caos da cui é nata la rivoluzione mediatico-giudiziaria i Ds non sarebbero mai nati come sigla e non sarebbero mai arrivati al governo. Sarebbero rimasti fermi al livello del Pdi, partito post-comunista destinato a vita breve e tormentata nella posizione di forza destinata al ruolo di perenne opposizione. In questa luce non c'é da meravigliarsi se i Veltroni, i Folena, i Mussi, i Leoni cercheranno in ogni modo di far cadere la denuncia del Procuratore Generale della Cassazione. Negando l'esistenza della "questione-giustizia" giustificano la loro esistenza politica. Ma fino a quando il paese può sopportare di essere guidato da gente che in nome della propria sopravvivenza si ostina ad ignorare che senza giustizia la società nazionale rischia di sfaldarsi e morire? Non sarà il caso di mettere questa gente sotto " sorveglianza speciale"? Per impedire loro di continuare a nuocere? |