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La "seconda gamba" nasce zoppa 18 febbraio 2000 Massimo D'Alema alza la voce e tenta di richiamare all'ordine i rissosi partecipanti alla " seconda gamba" della maggioranza. L'occasione é data dalla vicenda del Tfr e dalla scelta dei candidati alle prossime elezioni regionali. I non diessini del centro sinistra hanno improvvisamente scoperto la vocazione egemonica di Botteghe Oscure. Ed hanno preso a pretesto la vicenda del Tfr e quella delle candidature alle regionali per dare un segno di vitalità e di autonomia senza il quale il loro destino politico sarebbe drammaticamente segnato.Il loro obbiettivo é chiaro . Vogliono alzare il prezzo della loro partecipazione alla maggioranza riconquistando al tempo stesso un minimo di autonomia. E pensano che a due mesi dal voto delle regionali questo sia il momento migliore per spuntare le maggiori concessioni da parte del partito maggiore della coalizione di governo. Ma il loro calcolo é del tutto sbagliato. Massimo D'Alema sa bene che alla vigilia delle elezioni chi ha più da perdere da una eventuale crisi di governo sono i partiti minori del centro sinistra e non la corazzata di Botteghe Oscure. I sondaggi indicano che i Ds stanno recuperando voti ai danni degli alleati, a partire dal Ppi fino agli stessi Democratici dell'Asinello. Per cui non ha alcuna difficoltà a compiere una forzatura pretendendo il chiarimento immediato ed il rientro nelle righe dei contestatori sotto la minaccia di una possibile caduta del governo. Sono in grado i vari Mastella, Parisi e Castagnetti di mandare all'aria la coalizione correndo il rischio di sparire dalla scena politica in occasione delle prossime elezioni regionali? La risposta é scontata. Così come é scontato che D'Alema non ha alcuna difficoltà a richiamare le pecore nello stazzo. I suoi contestatori si riconsoleranno pensando di aver gettato le basi per l'azione da sviluppare dopo la primavera per strappare al Presidente del Consiglio la candidatura a premier per la prossima legislatura. Ma anche questa speranza appare del tutto illusoria. Fino a quando la "seconda gamba" della maggioranza non avrà il coraggio di far cadere il governo per sostituirlo con un esecutivo tecnico di transizione, D'Alema avrà sempre facile gioco nel bacchettare i riottosi e metterli in castigo.Nel centro sinistra, quindi, i giochi sembrano ormai
conclusi. I Ds hanno conquistato definitivamente l'egemonia. Ed i loro alleati non hanno scelta. O si adeguano accettando di annullarsi, magari con la forma della lista unica inventata per l'occasione da Mino Martinazzoli in Lombardia .Oppure si preparano a scomparire dalla scena politica nazionale. Qualcuno di loro si illude di poter sfuggire a questa drammatica alternativa rispolverando la vecchia tesi secondo cui solo con la copertura dei centristi la sinistra può continuare a governare il paese. Come dire che se il centro sinistra vuole vincere le elezioni di fine legislatura D'Alema deve lasciare il posto al Romano Prodi di turno. Ma chi pensa che lo schema del '96 possa essere riproposto nel 2001 sbaglia di grosso. D'Alema non rinuncerà in alcun caso al ruolo di premier della coalizione. Non solo perché é convinto di poter vincere sfruttando quel tipo di copertura internazionale di cui le imprudenti ma rivelatrici dichiarazioni del Cancelliere socialdemocratico tedesco Schroeder hanno fornito un chiaro anticipo. Ma anche perché, in caso di sconfitta, non vuole in alcun caso rinunciare al ruolo di capo dell'opposizione.
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