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Chi ride e chi piange per il mega-spot 24 febbraio 2000 Il Polo protesta contro la sceneggiata che si è consumata tra Sanremo e Palazzo Chigi. Ed ha perfettamente ragione nel definire la vicenda un esempio di vergognosa arroganza di potere. Le smentite di Lorenzo Jovanotti e quelle dei dirigenti della Rai lasciano il tempo che trovano. Ormai tutti sanno, per le innumerevoli ammissioni che sono filtrate dalla Presidenza del Consiglio e da numerosi parlamentari Ds, che il mega-spot a vantaggio di Massimo D’Alema era stato accortamente preparato per assicurare al premier la grande visibilità garantita dall’”effetto Festival” alla vigilia della campagna elettorale per le regionali. Non a caso Beppe Giulietti, che in qualità di amico di D’Alema e Walter Veltroni è da anni il governatore occulto della Rai, ha sostenuto che si è trattato di un “grandissimo colpo d’immagine” di fronte al quale gli avversari del Presidente del Consiglio debbono togliersi tanto di cappello e proclamare il fatidico “touché”. Non c’è da stupirsi, allora, se il centro destra sia insorto contro l’invereconda ma sicuramente efficace trovata propagandistica tipica di un paese ormai sempre più stretto ed oppresso dal regime della sinistra autoritaria. C’è da stupirsi, piuttosto, del fatto che a protestare siano solo gli esponenti del centro destra e non le vere vittime del “grandissimo colpo d’immagine” preparato dagli uomini di Palazzo Chigi con il concorso del militante Lorenzo Jovanotti e con l’ossequiosa adesione dei vertici della Rai di regime. Chi sono, infatti, le vere vittime della sceneggiata mediatica ad uso e beneficio di D’Alema? Il centro destra, che pure ha il diritto ed il dovere di gridare allo scandalo, non subirà alcun contraccolpo in termini di consensi e di adesioni. Ormai l’elettorato moderato non si sposta più di un millimetro dalle proprie posizioni. Ed, anzi, proprio dalle proterve trovate mediatiche del regime trova nuovi impulsi a consolidare la propria opposizione ed a moltiplicare gli sforzi per scalzare la maggioranza. A sua volta il cosiddetto elettorato fluttuante degli incerti e degli indecisi non appare disposto a lasciarsi convincere, oggi per il 16 aprile, a votare in favore dello schieramento di D’Alema. Se il mega-spot fosse stato realizzato nella settimana antecedente il voto un qualche effetto ci sarebbe pure stato. Ma tra due mesi l’eco per la sceneggiata si sarà spento. Ed a meno di qualche altra trovata i fluttuanti continueranno tranquillamente a fluttuare. A conti fatti, quindi, l’unico elettorato disposto ad elettrizzarsi per il “rap” dalemiano appare quello certo e consolidato del centro sinistra. E l’unica conseguenza reale dell’operazione finisce con l’essere il rilancio dell’immagine del Presidente del Consiglio all’interno dell’area della maggioranza nel bel mezzo delle polemiche sulla futura premiership della coalizione. Le vere vittime, quindi, non sono gli esponenti del centro destra ma quegli alleati di Massimo D’Alema che vorrebbero affrancarsi dal peso sempre più marcato dell’egemonia diessina ma che si trovano oggi a dover subire l’evidente tentativo del Presidente del Consiglio di prosciugare il loro elettorato. Tutti, nel centro sinistra, discutono della opportunità di rinviare a dopo il voto del 16 aprile il discorso sulla scelta del futuro premier. Ma che succede se i risultati elettorali, qualunque sia lo schieramento vincente, aumenteranno la forza dei Ds e ridurranno quella dei Democratici , del Ppi e di tutti gli altri “cespugli” ?La risposta è semplice. Così come è semplice la constatazione che il favore di Jovanotti e della Rai serve a D’Alema non per mettere in difficoltà Berlusconi ma per bruciare le speranze e le pretese dei vari Parisi e Castagnetti. Come dire che nel centro sinistra la guerra intestina continua. Anche a colpi di
“rap”!
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