![]() |
|
Mattarella, l'omertoso confesso 4 aprile 2000 Il vice presidente del Consiglio Sergio Mattarella è siciliano. Ed in perfetta sintonia con le proprie origini ha sostenuto in Senato che nella vicenda Pappalardo il governo non c'entra assolutamente nulla. Come dire che nel gigantesco guazzabuglio dei tentativi di conquista o condizionamento dell'Arma dei Carabinieri la coalizione guidata da Massimo D'Alema non c'era. E se c'era dormiva. Nessuno, ovviamente, si aspettava un comportamento diverso da parte dell'autorevole rappresentante governativo. Tanto più che Mattarella è un popolare ormai totalmente dalemizzato. E si sa da tempo che pur di sostenere e difendere il proprio nuovo referente politico l'ex rappresentante dell'ala più di sinistra della sinistra democristiana é pronto ad arrampicarsi su qualsiasi tipo di specchio. Ciò che ha stupito, però, è stata la smaccata sicilianità dell'operato di Mattarella a Palazzo Madama. Se avesse ammesso che un qualche rapporto tra Palazzo Chigi ed il colonnello Antonio Pappalardo non é mancato, nessuno avrebbe potuto affondare più di tanto i colpi su Massimo D'Alema. In fondo è normale che il Presidente del Consiglio possa sentire il massimo rappresentante sindacale dei Carabinieri alla vigilia del varo della legge di riforma dell'Arma. Nell'epoca della concertazione è scontato che il capo del governo, così come consulta e s'accorda con i segretari delle grandi confederazioni sindacali, si consulti e si accordi anche con il principale rappresentante di un importante corpo dello stato. Soprattutto quando appare del tutto evidente che questo rappresentante non si muove solo in nome e per conto degli aderenti al Cocer ma anche della struttura di vertice dell'Arma. Qualcuno potrà anche dire che l'interesse del Presidente del Consiglio è di natura politica ed è diretto ad estendere l'egemonia del proprio partito anche su quella fetta delle istituzioni dello stato che è rappresentata dai carabinieri. Ma dov'è lo scandalo dopo che i Ds si sono accaparrati parte della magistratura, l'intero servizio pubblico e privato radiotelevisivo, il resto delle Forze Armate, la Polizia, larghi settori del mondo burocratico e diplomatico, due confederazioni sindacali su tre ed hanno stabilito accordi di ferro con tutti gli altri "poteri forti"? Mattarella, al contrario, ha negato tutto. Il governo non c'era e se c'era dormiva. E comportandosi come una sorta di caricatura del siciliano omertoso non ha fatto altro che confermare clamorosamente tutti i sospetti che si sono accumulati sul governo nella vicenda Pappalardo. Non solo tutti c'erano, da Massimo D'Alema in poi. Ma tutti erano assolutamente svegli. E puntavano ognuno a ricavare il proprio interesse. Il presidente del Consiglio a blandire e conquistare politicamente l'Arma dopo aver blandito e conquistato la Polizia e le Forze Armate. Ed i carabinieri ad ottenere una riforma che non sarebbe mai passata se la sinistra fosse stata all'opposizione invece che al
governo. Mattarella, in altri termini, ha messo in evidenza che l'intera questione non é altro che l'ennesima
dimostrazione di come la sinistra concepisca lo stato. Non come una istituzione da difendere in nome degli interessi generali ma come un terreno da conquistare in nome del proprio interesse a conservare ad ogni costo il potere. Chissà che gli elettori del 16 aprile non ne traggano l'ispirazione per mandare a quel paese gli occupatori con le coppole storte.
|