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La "spot-nave" e la par condicio 6 aprile 2000 Per la sinistra italiana la nave di Silvio Berlusconi è diventata una autentica ossessione. All'inizio i dirigenti e gli intellettuali dell'area governativa l'hanno considerata come il simbolo navigante di tutte le possibili ed immaginabili nequizie di cui è portatore il centro destra ed il suo leader. Di qui i sarcasmi di Massimo D'Alema e di Walter Veltroni sull'ostentazione di ricchezza e di arroganza da parte del Presidente di Forza Italia, le accuse di cafoneria dei vari Michele Serra e dei suoi replicanti, gli insulti e le polemiche di ogni tipo contro la crociera elettorale del traghetto ribattezzato "Azzurra". Adesso hanno scoperto che non si tratta solo della conferma itinerante del peggio del peggio del berlusconismo e dei suoi derivati. E' anche la perfida trovata con cui il " Cavaliere nero" è riuscito a spezzare le catene della "par condicio" che il centro sinistra gli aveva messo per garantirsi una tranquilla e sicura vittoria alle elezioni regionali. La sinistra, in sostanza, solo oggi si accorge della vera natura della nave. Che non è quella della ricchezza ostentata e della cafonaggine manifesta. Ma è quella molto più concreta di un gigantesco spot che alla faccia di una sciocca ed ottusa legge sulla par condicio compare ogni giorno in tutte le salse e ad ogni ora sopra tutti i media nazionali. Non c'è un giornale o un telegiornale che non dedichi quotidianamente pagine e minuti agli avvenimenti che si consumano sulla tolda e nei saloni di "Azzurra". Al punto che l'intera campagna elettorale ruota ormai attorno alla crociera-crociata che il Cavaliere porta avanti tra comizi, barzellette, canti, incontri e riti anti-jella lungo le coste del paese. La logica, il buon senso e le necessità della propaganda avrebbero voluto che la sinistra reagisse all'iniziativa approntando una operazione eguale e contraria. Ma un comportamento del genere avrebbe presupposto che la maggioranza considerasse l'opposizione ed il suo leader come una normale e legittima controparte nella dialettica democratica e nel confronto elettorale. Invece la sinistra, che pure parla di paese normale e rivendica i suoi meriti democratici, continua pervicacemente a considerare l'opposizione come una casta inferiore priva di qualsiasi legittimazione. E non potendo minimamente concepire di poter confrontarsi con una razza inferiore ha reagito al gigantesco spot della nave seguendo il riflesso condizionato imposto dai propri pregiudizi. E cioè evitando ogni iniziativa politica e limitandosi a tentare di cancellare il nemico ricoprendolo di insulti e contumelie. Il risultato, ovviamente, è l'esatto opposto di quello sperato. Più crescono le polemiche sulla "cafonave", più lo spot si diffonde e penetra nell'opinione pubblica del paese. Con il risultato che la rete protettiva della par condicio viene totalmente azzerata e la maggioranza si trova con i fianchi totalmente scoperti di fronte all'offensiva elettorale dell'opposizione. E questo ha un solo significato. In caso di sconfitta elettorale il centro sinistra sa con chi prendersela. Non con Berlusconi ma con i propri pregiudizi.
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