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  Le offese che si pagano
14 aprile 2000

La sinistra lancia gli ultimi colpi della campagna elettorale. Insiste nel denunciare l'accordo tra Polo e Lega come pericoloso per l'unità del paese. E nel tentare di strappare qualche voto all'area radicale puntando sull'effetto disorientamento provocato dagli annunci di una possibile desistenza passiva tra le liste di Marco Pannella ed Emma Bonino e quelle del centro sinistra. Ma questi colpi sono tutti a vuoto. Nessuno prende sul serio l'annuncio che l'intesa tra Polo e Lega potrebbe provocare un disastro nel paese. E la spiegazione è semplice. Dal '94 ad oggi tutte le forze politiche, sia di centro destra che di centro sinistra, hanno avuto rapporti, contatti ed intese con la Lega di Umberto Bossi. Ma di cataclismi non ce ne sono stati. Sempre che non venga considerato come tale il "ribaltone" anti-Berlusconiano che però non appare una esperienza politica rinnovabile. Non tanto perché Bossi sembra essersi convertito ad una linea meno avventurista. Quanto perché, da allora ad oggi, le condizioni politiche sono radicalmente cambiate. E l'esperienza fatta nell'era del governo di centro sinistra ha dimostrato alla Lega che la sua unica speranza di sopravvivenza passa attraverso l'alleanza con il centro destra.

Lo stesso vale per la disperata operazione tentata da D'Alema per spostare in Piemonte qualche voto dalla Bonino a Livia Turco. Pur se in ritardo, i radicali hanno capito il trucco. Ed anche se la legge sulla par condicio ha impedito loro di spiegare a tutti i propri elettori che l'ipotesi di desistenza con il centro sinistra è una balla, sono riusciti in qualche modo a far fallire lo scippo ordito dal Presidente del Consiglio.Questi due colpi a vuoto costituiscono il giusto epilogo della infelice ed inefficace campagna elettorale portata avanti dal centro sinistra. Convinti di essere blindati dalla legge sulla par condicio i partiti della maggioranza hanno di fatto rinunciato al confronto delle idee. Alle iniziative del centro destra e del suo leader Silvio Berlusconi hanno replicato solo con gli insulti. Ed hanno puntato tutte le loro speranze sulla sola attività del Presidente del Consiglio Massimo D'Alema. 

Il premier non si è limitato a trasformare Palazzo Chigi in un ufficio elettorale. Ha fatto molto di più e di peggio. Lo ha reso un centro di soccorso e di sostegno per tutte le strutture clientelari creati dal centro sinistra nei suoi anni di governo. Ed ha impostato la sua personale campagna elettorale sugli annunci di soldi a pioggia a favore delle clientele della maggioranza. Il risultato è che il centro sinistra, forte dell'"acquisto" dei consensi provocato dall'azione del presidente del Consiglio e dei suoi ministri, si è sentito totalmente tranquillo. Ed ha disertato televisioni e piazze nella convinzione di farcela comunque.Ma non è detto che i benefici a pioggia promessi da Palazzo Chigi possano sul serio fare il miracolo. La rinuncia del centro sinistra al confronto delle idee costituisce una autentica offesa al corpo elettorale. E le offese si pagano. Sia il 16 aprile, sia alla fine della legislatura.