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La palla torna a Ciampi 25 maggio 2000 Il governo che non riesce a fare un passo alla Camera ed al Senato vorrebbe realizzare quella riforma della legge elettorale su cui si discute invano dall'inizio della legislatura. Si tratta di una pretesa bizzarra ma che poggia su una considerazione assolutamente realistica di Giuliano Amato. La coalizione non ha più maggioranza ed è ormai priva di qualsiasi capacità propulsiva. Per sopravvivere non ha altra strada che trasformarsi da governo politico in governo tecnico giustificato dall'impegno a portare avanti la trattativa per la nuova legge elettorale. Di qui la mano tesa del presidente del Consiglio all'opposizione ma anche l'immediata risposta negativa di Silvio Berlusconi e degli altri leader del centro destra. Perché mai il Polo e la Lega dovrebbero decidere di accettare il camuffamento tecnico di una compagine ministeriale che è nata con il proposito di rilanciare la formula di centro sinistra attraverso un accorto uso del potere governativo? L'interrogativo, dalla risposta scontata, non va rivolto a Giuliano Amato od agli altri esponenti della maggioranza ma al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Spetta al Capo dello Stato trovare una ragione valida per convincere il centro destra a garantire la sopravvivenza del governo fino alla scadenza naturale della legislatura. E questa ragione non può essere quella già usata dal Quirinale della necessità di andare alle prossime elezioni con una legge elettorale migliore di quella attuale. Un motivo del genere si è trasformato nel pretesto attraverso cui il centro sinistra di Giuliano Amato tenta disperatamente di sopravvivere. E non si può certo pretendere dall'opposizione di rinunciare al legittimo desiderio di battere la maggioranza e provocarne il totale disfacimento solo in cambio del generico riconoscimento di aver contribuito al varo di una nuova legge elettorale. Ma esiste una ragione del genere? La risposta è sicuramente negativa. Qualunque sforzo
possa fare Carlo Azeglio Ciampi non riuscirà mai a trovare un argomento in grado di
convincere il centro destra a rinunciare a dare il colpo di grazia al centro sinistra. Ne deriva
che il Quirinale deve incominciare a prendere in considerazione due ipotesi alternative. O si
mette l'anima in pace ed accetta che di riforma elettorale se ne parli solo nella prossima
legislatura. Ed in questo caso prende atto della impossibilità del governo Amato di andare
avanti e mette in conto le elezioni anticipate in autunno. Oppure decide che il ruolo di governo
tecnico non può essere svolto da un governo politico camuffato. E per avere la riforma
elettorale prima del voto sollecita la coalizione di centro sinistra a farsi da parte ed a lasciare
il posto ad un nuovo governo di garanzia.
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