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  Spunta il sole, canta il gallo…
5 luglio 2000

Spunta il sole, canta il gallo, o Berlusconi monta a cavallo...”. La parafrasi della celebre ballatina di Malaparte non è diretta a paragonare il leader del centro destra al Mussolini caro agli intellettuali squadristi di “strapaese”. Serve ad invitare all’azione un Cavaliere che, come dimostra la vicenda delle critiche a Zoff e l’invereconda strumentalizzazione fatta dalla sinistra, rischia di finire paralizzato e risucchiato dalle sabbie mobili delle trattative inutili e senza fine messe in atto dalla maggioranza. Pochi conoscono il seguito della ballatina malapartiana. Qualcuno, poco informato, è anche convinto che si sia trattato di una presa per i fondelli di un antifascista ante litteram. In realtà Malaparte chiedeva a Mussolini di mettersi alla testa delle squadre d’azione per fare sul serio la “rivoluzione fascista” manganellando gli avversari, ripulendo gli angolini e rivoltando l’Italia come un calzino (in fondo anche Davigo ha imitato il maledetto toscano).

Nessuno, ovviamente, chiede l’equivalente al fondatore di Forza Italia. Anche perché il magnate di Arcore non è il figlio del fabbro, Forza Italia non è neppure una lontana parente del Pnf e non c’è alcun bisogno di ripuliture e rivoltamenti vari. Più semplicemente, invece, si chiede a Berlusconi di “montare a cavallo” per scavalcare la rete di ammiccamenti, trattative, falsi dialoghi, infidi confronti e continue strumentalizzazioni con cui i suoi avversari stanno cercando di rinserrarlo. Non è possibile dialogare sulla riforma elettorale e contemporaneamente subire una forsennata strumentalizzazione della vicenda Zoff nata dalla sconfitta della Nazionale a Rotterdam. E non è neppure accettabile tenere aperto il confronto con il governo sull’amnistia e sull’indulto e lasciarsi crocifiggere giornalmente dagli esponenti del partiti governativi all’insegna del più cieco ed irresponsabile giustizialismo. 

Tutto questo ha un solo ed inequivocabile significato. La maggioranza non ha alcuna intenzione di arrivare effettivamente a varare la riforma elettorale sollecitata dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Non vuole neppure affrontare con un minimo di realismo e di serietà il problema esplosivo del sovraffollamento delle carceri e dell’ingolfamento delle aule giudiziarie. Punta esclusivamente a prendere tempo. Per far esaurire l’ondata di consenso elettorale favorevole al centro destra manifestatasi alle europee ed alle regionali. E per arrivare fino al termine naturale della legislatura ed avere la possibilità, sfruttando strumentalmente ogni occasione possibile ed immaginabile, di recuperare il terreno perduto, rilanciare il centro sinistra e ribaltare completamente i pronostici sulle prossime elezioni politiche generali.

Fino ad ora è stato Berlusconi ad avere l’iniziativa politica scegliendo di volta in volta il terreno più favorevole su cui attaccare e battere una maggioranza allo sbando. Il caso Zoff dimostra che da adesso in poi potrebbe essere il centro sinistra a riprendere l’iniziativa per scegliere a sua volta il terreno di sconto e tentare di lanciare la controffensiva. In queste condizioni ogni esitazione costituisce un cedimento. Non si tratta di calzare gli stivaloni, saltare a cavallo e lanciarsi a testa bassa contro lo schieramento di centro sinistra rompendo conteporaneamente il tavolo di confronto sulla riforma elettorale e quello sull’amnistia e l’indulto. Si tratta, però, di chiarire con assoluta fermezza che i tempi delle trattativa non possono essere eterni. Ed, in ogni caso, non possono andare oltre il mese di luglio. Superata quella data, al sorgere del sole ed al cantare del gallo, Berlusconi si decida a montare a cavallo. Per puntare senza ulteriori esitazioni alle elezioni anticipate in autunno.