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  Le intenzioni ed i fatti
6 luglio 2000

Gianni Rivera è scattato come non ha mai fatto nella sua carriera calcistica. Ed ha fulmineamente smentito di aver mai consigliato al presidente della Federcalcio Nizzola di nominare Dino Zoff Commissario Tecnico della Nazionale. La smentita non stupisce. Non solo perché era scontato che sarebbe venuta da un sottosegretario in carica del ministero della Difesa. Ma soprattutto perché nessuno ha mai pensato che prima di dover assumere l’allenatore della Nazionale un qualunque presidente della Federcalcio possa chiedere un parere vincolante a Gianni Rivera. Può essere, come è capitato con l’ex calciatore ed oggi parlamentare diessino Massimo Mauro, che Nizzola abbia fatto il gesto di cortesia di informare Rivera della sua intenzione di nominare Zoff. Ma è chiaro che nessun parere negativo dell’ex campione milanista avrebbe potuto in qualche modo influire sulle decisioni del presidente della Federcalcio.

Il perché è spiegato dal silenzio con cui Walter Veltroni ha reagito alla notizia secondo cui l’indicazione in favore di Zoff sarebbe giunta a Nizzola da Botteghe Oscure. Veltroni, in pratica, non ha affatto negato la confessione del compagno di partito Mauro di aver avuto un ruolo determinante nella scelta del Ct della Nazionale. E la circostanza, ora che Zoff ha confermato la proprie dimissioni e la speculazione politica sulle dichiarazioni di Berlusconi si è esaurita, riapre una questione su cui nessuno riflette abbastanza, neppure quegli esponenti dell’opposizione che pure avrebbero l’obbligo di tenerla sempre presente. Quella del cosiddetto “regimetto” messo in piedi dalla sinistra nei suoi cinque anni di gestione del governo del paese. Nei giorni scorsi tanti esponenti neo-ulivisti hanno ironizzato sulla presunta sindrome da onnipotenza di Berlusconi che lo potrebbe spingere, una volta tornato a Palazzo Chigi, a pretendere di ricoprire anche il ruolo di allenatore della Nazionale. 

Ma ora questa ironia appare del tutto ingiustificata. Berlusconi viene contestato per una presunta intenzione. Ma i fatti li ha già ampiamente compiuti Veltroni. Il leader del centro destra viene accusato di mire dittatoriali. Ma la dittatura c’è già da tempo. Ed a realizzarla è stata quella classe dirigente del centro sinistra che in anni ed anni di potere continuo ha sistematicamente occupato tutti gli spazi della società italiana. Zoff è la punta dell’iceberg nel settore del calcio. Figuriamoci se il raccoglitore di figurine “Panini” si sarebbe mai fatto scappare l’occasione di scegliere l’allenatore della Nazionale! Ma di altri Zoff, più o meno grandi, più o meno professionisti, più o meno fortunati, ne è pieno il paese. Dal mondo dello sport a quello del pubblico impiego, da quello delle Forze Armate a quello dell’informazione. Senza una sola eccezione e senza un solo esempio di non allineamento o dissenso al “regimetto” messo in piedi dalla sinistra. 

Non si pretende, ovviamente, che la maggioranza riconosca di aver occupato il paese. E non si può nemmeno pensare che possa rinunciare alle proprie campagne strumentali dirette ad indicare la pagliuzza negli occhi del centro destra per nascondere la trave piazzata nei propri. Ma si vorrebbe che almeno l’opposizione facesse il proprio mestiere. E non perdesse occasione per denunciare lo scempio del pluralismo e della democrazia compiuto negli anni del potere della sinistra. Troppo spesso, invece, anche l’opposizione si rende intellettualmente schiava del “politicamente corretto” della maggioranza. E non capisce che in questo modo tradisce le attese dell’opinione pubblica e crea le condizioni per la propria sconfitta. Se l’opposizione scimmiotta la maggioranza perché mai la gente dovrebbe votare per l’opposizione? Tanto vale tenersi la maggioranza...