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  Il centrosinistra non c’è più
20 luglio 2000

In Germania il Cancelliere Schroeder preannuncia un programma di forte riduzione del carico fiscale per i contribuenti tedeschi. In Italia il Fisco annuncia trionfante che nel corso dei primi sei mesi dell’anno le entrate tributarie hanno raggiunto cifre da capogiro battendo tutti i record in proposito. La differenza è netta. Tanto più che i due paesi sono entrambi guidati da governo di centro sinistra. Ed appaiono, almeno per grandi linee, caratterizzati da problemi quasi simili. Ma se a Berlino si riducono le tasse a Roma si aumentano. A dimostrazione che non tutti i governi di centro sinistra sono uguali. Soprattutto quando il primo punta a tentare di approfittare della crisi del proprio antagonista moderato avviando iniziative tese a svuotarne il serbatoio elettorale. Ed il secondo deve fare i conti con la propria crisi ed invece di tentare di conquistare l’elettorato degli altri deve preoccuparsi di rincorrere il proprio “dicendo e facendo cose apertamente e dichiaratamente di sinistra”. Questa diversità è sicuramente superiore a quella, pur esistente, indicata da Sergio Romano e rappresentata dalla diversa stabilità di cui godono l’esecutivo tedesco ed italiano a causa delle differenti leggi elettorali dei due paesi.

E’ vero, infatti, che Schroeder può permettersi di vestire i panni del riformista moderato perché può contare sulla stabilità del proprio esecutivo assicurata dal sistema tedesco. 
Ma è ancora più vero che Giuliano Amato deve fare i conti non solo con la precarietà patologica del sistema italiano ma anche con la crescente necessità dei partiti della propria maggioranza di preoccuparsi della propria massima visibilità in vista delle elezioni di fine legislatura. Il centro sinistra italiano, in sostanza, si si indebolisce di giorno in giorno. Qualcuno pensava che il presidente del Consiglio fosse in grado di invertire la tendenza giocando la carta della politica degli annunci clamorosi ma vuoti di contenuto pratico. Un giorno la legge antifumo, il giorno appresso la promessa di tagli alle tasse, quello successivo la revisione della legge Merlin e via di seguito. 

Ma i fatti hanno dimostrato che neppure l’abilità illusionistica di Amato può competere con il “sacro egoismo” dei partiti e con la loro necessità di preoccuparsi della propria pelle in vista delle elezioni. L’esempio di Cesare Salvi, ministro del Lavoro, che lancia la terza corrente di sinistra dei Ds incurante delle possibili ripercussioni sulla stabilità dell’esecutivo è indicativa. Così come è illuminante la polemica dei Verdi contro il ministro della Sanità Umberto Veronesi sui cibi transgenetici tutta pervasa di motivazioni esclusivamente elettoralistiche. La maggioranza, come è emerso dalla bocciatura subita ieri dal centro sinistra alla Camera, di fatto non c’è più. Ma quanto tempo bisognerà aspettare prima di vederne il certificato di morte ed andare alle elezioni? Ogni giorno che passa è un giorno perso. Per il paese, per la sua economia e la sua credibilità internazionale. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo tenga presente alla ripresa autunnale. Il medico pietoso, infatti, rende la piaga purulenta...