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  La vendetta dello scaricato
14 settembre 2000

Tutti contenti al vertice dei segretari dei partiti del centro sinistra. Non hanno discusso né di programma e neppure dei nomi in lizza per la candidatura a premier della coalizione. Si sono semplicemente messi d’accordo sull’opportunità di rinviare ogni decisione al 14 ottobre per non turbare l’andamento della preparazione della legge finanziaria da parte del governo. Ma è bastata questa intesa sulla necessità del rinvio per scatenare la solita ondata di ottimismo e di soddisfazione da parte degli esponenti dell’Ulivo. Contenti loro, contenti tutti. Ma fra tanta gioia non può non fare capolino una considerazione fin troppo scontata e banale. Da oggi fino al 14 ottobre non ci sarà alcuna consultazione di base sul candidato premier da scegliere. E non ci sarà neppure alcun confronto od approfondimento sul tipo di programma che il prescelto dovrà impegnarsi a portare avanti in campagna elettorale ed a realizzare in caso di vittoria del centro sinistra. A metà ottobre l’assemblea degli eletti della maggioranza sarà chiamata semplicemente a ratificare una decisione che di fatto è già stata presa dal segretario dei Ds Walter Veltroni. Quella della investitura a candidato premier del sindaco di Roma Francesco Rutelli. 

Nei prossimi trenta giorni, quindi, ci sarà la semplice prosecuzione della finta competizione tra Giuliano Amato ed il suo sfidante. E l’assemblea del 14 ottobre, magari con la stessa scenografia delle convention del Partito Democratico, chiuderà la sceneggiata con una passerella di stampo esclusivamente elettoralistico. Walter Veltroni e Francesco Rutelli sono convinti che il percorso individuato per indorare la pillola a Giuliano Amato potrà rimanere dentro i confini di una tranquilla kermesse recitata a beneficio del solito popolo bue. Ma nel loro calcolo non ha trovato posto la scontata considerazione che, dopo il 14 ottobre, a farsi carico della approvazione della legge finanziaria ci sarà un governo virtualmente sfiduciato dalla propria maggioranza. A quella data Amato potrà anche assicurare di accontentarsi di un ruolo di mediano di spinta del centro sinistra al posto di quello di centravanti consegnato a Rutelli. Ma il suo sarà un governo di fatto sfiduciato che troverà mille difficoltà non solo a far approvare a legge finanziaria ma anche ad assicurare la ordinaria gestione dell’amministrazione del paese.

Amato, in sostanza, si troverà ad affrontare un doppio dramma. Sia quello di apparire agli occhi dell’opinione pubblica del paese come “lo scaricato” dal centro sinistra. E non per proprio demerito o per meriti di Rutelli ma perché battuto dal proprio antagonista sul terreno della semplice avvenenza fisica. Sia quello di dover comunque difendere la propria legge finanziaria dalle incursione di tutte le lobby ed i gruppi di pressione politici ed economici esistenti nella maggioranza. Per non passare alla storia del paese non solo come lo “scaricato” ma anche come un Presidente del Consiglio “incapace” e buono solo a prendere gli schiaffi degli amici e degli avversari. Riuscirà Amato a reggere l’impatto con il doppio dramma? Al posto dei segretari dei partiti del centro sinistra non saremmo così tranquilli. La “vendetta dello scaricato” potrebbe essere micidiale.