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  Il ruggito del topo
22 settembre 2000

Grazie Veltroni! La Casa delle Libertà ringrazia commossa. Solo la fervida immaginazione del segretario dei Ds avrebbe potuto realizzare la trappola in cui il centro sinistra si sta infilando con irresponsabile incoscienza nella vicenda della scelta del candidato premier. Senza l’immaginifico leader della Quercia la coalizione di maggioranza avrebbe percorso la strada più dignitosa dalla candidatura a premier del presidente del Consiglio in carica. Avrebbe sicuramente perso le elezioni. Ma lo avrebbe fatto con dignità e senza provocare ripercussioni sul governo nell’ultima e più delicata fase della legislatura. Invece Veltroni, d’intesa con Arturo Parisi e Pierluigi Castagnetti e con la benedizione europea del suo non dimenticato “capo” a Palazzo Chigi Romano Prodi, ha avuto la brillante pensata di contrapporre a Silvio Berlusconi il “piacione” Francesco Rutelli. Ed in questo modo non si è accorto di aver preparato la corda a cui la maggioranza rischia di impiccarsi. 

Giuliano Amato non gradisce il bizzarro metodo con cui i segretari del centro sinistra hanno deciso di trasformalo in un baby pensionato della politica italiana. E non intende minimamente prestarsi al rito di stampo stalinista che lo vorrebbe pronto ad umiliarsi fino al punto di investire lui stesso il proprio successore fingendo di essere il più convinto sostenitore della necessità della propria liquidazione. Con il presidente del Consiglio sono schierati parecchi parlamentari del centro sinistra ben consapevoli che l’investitura di Rutelli e la giubilazione di Amato delegittimano il governo in carica e spianano la strada alla crisi. La trappola, così, si chiude. Se il centro sinistra rinvia alle calende greche l’ufficializzazione della scelta in favore di Rutelli, la candidatura a premier del sindaco di Roma si deteriora irrimediabilmente. Al tempo stesso se i tempi della investitura del “piacione” vengono accelerati a prima della approvazione della Finanziaria, Amato, i suoi fedeli e tutti gli scontenti del centro sinistra veltronizzato sono autorizzati a considerare il governo delegittimato e sentirsi affrancanti dalla responsabilità di opporsi ai pericoli di crisi.

Di fronte a questo bivio di strade ugualmente impercorribili il segretario dei Ds ostenta ottimismo. E si dice convinto che alla fine riuscirà a convincere Amato a rinunciare alla impuntatura e ad accettare di trasformarsi da Principe della coalizione in maggiordomo di Francesco Rutelli. Ma il segretario dei Ds continua a fare male i propri calcoli. Per convincere Amato a farsi da parte dovrebbe presentarsi a Palazzo Chigi con dati inequivocabili capaci di dimostrare che il nome del sindaco di Roma equivale alla vittoria certa del centro sinistra. Forse (e non è neppure detto), di fronte ad una argomentazione così forte, il presidente del Consiglio potrebbe anche decidere di sacrificare se stesso, il proprio futuro e la propria dignità in nome del bene comune e superiore della compagine di centro sinistra. Ma questi dati non esistono. E neppure la più scalcinata società di sondaggi è disposta a fornire cifre false per annunciare che con Rutelli il centro sinistra può vincere. Al contrario, gli unici dati esistenti e su cui tutti sono assolutamente d’accordo, indicano che il vantaggio della Casa delle Libertà sul centro sinistra non appare minimamente intaccato dall’apparizione della candidatura di Rutelli. Con il sindaco di Roma, in sostanza, la coalizione perde lo stesso. Ed anzi, non solo perde il governo come capiterebbe se a capeggiarla fosse Amato ma perde anche la faccia. Veltroni, quindi, farebbe bene a guardarsi dal presidente del Consiglio. Alle volte il ruggito del topo equivale al più famoso giorno da leone.