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  Il superfurbo del Tg1
3 ottobre 2000

E bravo Gad Lerner! Che non si dimette perché è incappato in un gravissimo infortunio professionale ma solo perché è stato oggetto di un "assalto ipocrita" al suo Tg1 da parte degli esponenti del centro destra. Talmente bravo da apparire addirittura esagerato. Il suo editoriale di commiato è stato una altissima dimostrazione di come si cambiano le carte in tavola e di come si cerca di uscire con l'aureola del martire da una vicenda che invece lo ha contrassegnato con il marchio del presuntuoso pressappochista. Il gesto del bigliettino sbandierato di fronte ai milioni di telespettatori per dimostrare la presunta protervia lottizzatoria del presidente della commissione di Vigilanza Mario Landolfi è stato un momento degno delle migliori sceneggiate napoletane. Per non parlare, inoltre, del fugace ma suggestivo riferimento ai propri antenati ed alla loro abitudine a fare spesso le valigie per sfuggire alle persecuzioni. Anche questo è stato un pezzo di superiore abilità. 

E non importa se il TG1 non è il ghetto di Varsavia ed i suoi critici e detrattori non sono l'esercito nazista che rade al suolo il simbolo dell'odiato nemico di razza. Basta quel volutamente fugace riferimento alle valigie ed agli antenati per suscitare nei telespettatori, anche quelli di parte avversa, un istintivo sentimento di solidarietà. Ma il troppo stroppia. E la bravura eccessiva e troppo esibita rischia di produrre l'effetto esattamente contrario a quello voluto. Anche perché Gad Lerner non è il classico ebreo errante della diaspora povero e perseguitato. E non è neppure l'ebreo sionista che prega per tornare "il prossimo anno a Gerusalemme" a costruire e difendere Israele e la terra promessa. Per lui il tempo delle valigie di famiglia è finito da lungo tempo. Gode di tutti i privilegi che gli derivano dalla propria collocazione nella nomenklatura di sinistra che governa il paese. E con uno stipendio che secondo alcuni si aggira attorno ai novecento milioni l'anno non può certo spacciarsi per una vittima del sistema. Tanto più non può indossare i panni dell'uomo libero, anticonformista e sganciato dai partiti che viene sacrificato dalla protervia del Palazzo della politica. 

La troppo abilità, quindi, può consentire a Lerner di pretendere dalla Rai il rispetto integrale del contratto triennale giudiziosamente stipulato all'atto dell'assunzione come direttore del Tg1. Il vertice di viale Mazzini, che ha già deciso di assolverlo per la vicenda del servizio sui pedofili, non può che avallare il suo tentativo di essere considerato la vittima dell'"ipocrita assalto" del centro destra. E, quindi, non può far altro che pagare. Ma agli occhi dei cittadini che non hanno la sveglia al collo tutta questa abilità è solo la dimostrazione che l'ormai ex direttore del Tg1 è un furbacchione che oltre a tentare di nascondere i propri errori guarda ormai al proprio futuro. Basterà aver recitato la sceneggiata contro il centro destra per avere un collegio sicuro da parte del centro sinistra? Visto, con Francesco Rutelli, il criterio con cui la sinistra sceglie i propri candidati, si può stare certi che scegliendo la strada del vittimismo l'abile Lerner si è guadagnato la speranza di un futuro da parlamentare. Sempre che venga eletto!