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  Esibizioni muscolari ed elezioni
5 ottobre 2000

l nodo della nuova legge elettorale è stato finalmente sciolto. Il centro destra ha bocciato la proposta con cui il centro sinistra sperava di ribaltare le previsioni sulla sua sconfitta elettorale o di mantenerne la portata in limiti accettabili. Ed ora uno dei grandi equivoci che gravavano sulla scena politica nazionale viene finalmente rimosso. Rimane, per la verità, la minaccia della maggioranza di approvare a dispetto dell’opposizione una nuova legge elettorale fatta sulla misura esatta delle proprie necessità ed esigenze. Ma questa esibizione muscolare non spaventa proprio nessuno. La coalizione di centro sinistra non è affatto compatta sul tipo di riforma elettorale da imporre con la forza alla Casa delle Libertà. Ed in presenza di differenze, divisioni e contrasti che dipendono dall’esigenza dei Ds di eliminare i “cespugli” e dei “cespugli” di contenere le spinte egemoniche dei Ds, la possibilità di approvare la riforma elettorale schiacciando con la forza la resistenza del centro destra è praticamente nulla. 

Ma c’è di più. Nella assurda ipotesi che il centro sinistra riuscisse a quadrare il cerchio delle proprie contraddizioni e battere l’ostruzionismo della Casa delle Libertà, il risultato prodotto sarebbe comunque in perdita. Neppure Milosevic ha cambiato le regole del gioco elettorale alla vigilia delle elezioni. E se il centro sinistra facesse ciò che neppure il dittatore serbo ha osato tentare, offrirebbe agli avversari del centro destra un’arma decisiva non per vincere ma, addirittura, per stravincere. L’opinione pubblica italiana è ormai vaccinata ai colpi di stato legali che la sinistra ha realizzato nel nostro paese durante gli ultimi dieci anni. Ed in presenza della solita operazione diretta a piegare le regole democratiche a vantaggio della solita nomenklatura al potere non si farebbe più incantare ed imbrogliare come in passato. Questa volta userebbe l’arma del voto per farla finalmente finita con l’oligarchia della sinistra. 

E la vittoria del centro destra sarebbe molto più ampia e più netta di tutte le indicazioni ed i sondaggi di queste settimane. Non è difficile prevedere, quindi, che la vicenda della legge elettorale non avrà alcuna coda drammatica. Il centro sinistra prenderà suo malgrado atto che l’ultimo e disperato tentativo di barare al tavolo del gioco democratico è fallito. E comincerà a prepararsi alla verifica delle urne rinunciando all’imbroglio sulla riforma elettorale e rinviando alla campagna elettorale gli altri tiri mancini messi in cantiere. Questa conclusione troverà sicuramente d’accordo il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. E’ vero che i suoi sforzi diretti a convincere gli schieramenti in campo a cambiare in meglio il “mattarellum” non sono andati a buon fine. 

Ma è altrettanto vero che pur non avendo ottenuto la riforma elettorale, ha avuto dal centro destra il pieno sostegno alla politica europeista del paese. E la circostanza dovrebbe spingere il Capo dello Stato non solo a rinviare alla prossima legislatura l’idea della riforma ma anche a prendere in considerazione la necessità di ridurre al massimo la campagna elettorale. Per continuare a presentare il paese unito sul terreno europeo è necessario ridurre al massimo i tempi di una competizione che più si allunga più si carica di rischi e di gravi pericoli. Ciampi lo sa bene. E non è un caso che proprio ieri Silvio Berlusconi abbia chiesto di votare subito dopo la finanziaria. Questa volta gli interessi del paese coincidono sia con le valutazioni del Capo dello Stato sia con quelle del leader della Casa delle Libertà.