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Accanimento terapeutico 6 ottobre 2000 Nessuno riesce a capire quali vantaggi possa produrre l’accanimento terapeutico con cui il centro sinistra intende mantenere in vita una legislatura che con l’approvazione della legge finanziaria è destinata ad esalare l’ultimo respiro. Qualcuno ripete ancora la favoletta che fissando per maggio o giugno la data delle elezioni si alimenti la speranza di realizzare la riforma elettorale. Ma chi si aggrappa a questa spiegazione sa bene che si tratta di una sciocchezza. La secca bocciatura del centro destra alla proposta di riforma avanzata dal centro sinistra non lascia spazi a qualsiasi idea di ripresa del dialogo. Non tanto perché manchino le questioni tecniche su cui discutere. Quanto perché la presa di posizione della Casa delle Libertà ha un significato che travalica qualsiasi possibile tecnicismo legislativo. Rappresenta il rifiuto netto ed inequivocabile di subire passivamente una operazione-truffa diretta a contenere o ribaltare, con artificiosi codicilli, la sempre più sicura vittoria del centro destra alle prossime elezioni. In ballo non ci sono solo i 60 seggi di cui ha parlato Umberto Bossi e che il centro sinistra vorrebbe strappare all’opposizione. C’è un principio molto più importante. Quello secondo cui è finito il tempo delle prevaricazioni continuate del centro sinistra al potere nei confronti dell’opposizione moderata compiute con i ricatti a Silvio Berlusconi e con la copertura dell’ex inquilino del Quirinale. Ora la partita è ad armi pari e va giocata senza cambiare le carte in tavola. Ma se non serve a riaprire il discorso sulla riforma elettorale a che vale, dopo la finanziaria, prolungare artificiosamente la legislatura ormai esaurita? All’interno della maggioranza molti sono convinti che l’accanimento terapeutico possa servire a rinforzare il centro sinistra. Costoro calcolano che con otto mesi di campagna elettorale Francesco Rutelli avrebbe la possibilità di recuperare il distacco da Silvio Berlusconi. Magari sfruttando i benefici della finanziaria elettorale e clientelare varata dal governo di Giuliano Amato. Ma questi calcoli sono totalmente sbagliati. I tempi lunghi della campagna elettorale non aiutano affatto il centro sinistra. Al contrario, lo espongono ad un processo di deterioramento non solo continuo ma anche accelerato. Non è detto, ad esempio, che la legge finanziaria possa portare solo benefici di tipo clientelare alla maggioranza. Il suo iter parlamentare non si preannuncia affatto tranquillo. Sia per l’opposizione del centro destra che per le divergenze all’interno del centro sinistra. E questo rende i prossimi mesi ad altissimo rischio per la coalizione di governo. Lo stesso vale per la candidatura di Francesco Rutelli. In tempi brevi il sindaco di Roma può sfruttare l’effetto novità e puntare su quella politica di annunci privi di qualsiasi consistenza di cui ha fatto ampia prova nei suoi sette anni di amministrazione capitolina. Ma in otto mesi di volata lunga la novità e gli annunci sono destinati a svanire come neve al sole. Soprattutto per la scarsa consistenza politica e programmatica del candidato Rutelli a cui calza a pennello il detto “se lo conosci, lo eviti”. Al centro sinistra, quindi, converrebbe evitare l’accanimento terapeutico e votare prima possibile. Sconfitta per sconfitta, tanto vale togliersi il dente ed incominciare a pensare al 2006.
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