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C’è razzismo e razzismo 17 ottobre 2000 Walter Veltroni intima al Polo di prendere le distanze dalla Lega sulla questione delle moschee in Italia. E sulla sua scia una fila di sciocchi imitatori del centro sinistra minacciano di appellarsi alla Comunità europea ed al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi se Forza Italia, An e Ccd non romperanno l’alleanza con il partito di Umberto Bossi in nome dell’antirazzismo. La sortita del segretario Ds e dei dirigenti della maggioranza è fin troppo strumentale. E non meriterebbe commenti di sorta tranne una sola considerazione. Deve essere ben grande la consapevolezza degli esponenti del centro sinistra della sconfitta a cui stanno andando incontro se si aggrappano a pretesti del genere per tentare di incrinare e mandare all’aria lo schieramento dei prossimi vincitori. Una riflessione, invece, la merita. E riguarda l’inaccettabile ed inguaribile pretesa della sinistra di impartire lezioni di democrazia ed antirazzismo a dispetto dei propri comportamenti che risultano essere smaccatamente ed inverecondamente antidemocratrici e razzisti. Per avere la riprova di questa riflessione basta mettere a confronto il caso Lega con il caso Israele. Quello stesso Veltroni che tuona contro Silvio Berlusconi e gli intima di separarsi da Umberto Bossi perché i leghisti non vogliono troppe moschee in Italia, non ha speso una sola parola per condannare l’indegno comportamento tenuto dal “Manifesto”, da “Liberazione” e dall’intero centro sinistra di fronte al linciaggio di tre soldati israeliani in Cisgiordania. E’ più grave avere come alleato la Lega che si oppone all’immigrazione incontrollata dei musulmani in Italia o essere a capo di uno schieramento di sinistra che tace soddisfatto di fronte al massacro di tre ebrei in Palestina e cerca disperatamente di riannodare i fili della collaborazione elettorale con Rifondazione Comunista che solidarizza con chi vuole l’eliminazione dello stato di Israele e la pulizia etnica di tutti i suoi abitanti? A lume di logica la risposta sarebbe scontata. La protesta contro la moltiplicazione delle mosche è sicuramente criticabile in nome della libertà religiosa e di culto. Ma non può essere neppure messa a confronto con l’esaltazione del linciaggio, con la solidarietà a chi esibisce le mani lorde di sangue ebreo, con il sostegno non a chi si limita a rivendicare il sacrosanto diritto ad una Patria Palestinese ma a chi sostiene che la Palestina araba può nascere solo sulla totale distruzione dello stato ebraico. Se dunque c’è un fantasma del razzismo che torna ad aggirarsi pericolosamente e drammaticamente sul nostro paese non è quello della xenofobia paesana dei leghisti. E’, al contrario, quello di un testardo e feroce antisionismo che dura dalla nascita dello stato d’Israele e che nasconde un radicato ed inestirpabile antisemitismo molto più grave delle manifestazioni pacifiche contro la costruzione delle moschee. Ma la prassi del politicamente corretto impedisce l’applicazione della logica. E così Veltroni può permettersi di chiedere la condanna dell’Europa nei confronti del centro destra per l’alleanza con la Lega. E nessuno si permette di ricordare a Veltroni che nel recentissimo viaggio in Medio Oriente avrebbe fatto bene a spendere una sola parola di condanna di chi, come i nazisti di un tempo, pensa che il proprio futuro dipenda esclusivamente dallo sterminio degli ebrei. Ma è ora che questa prassi del politicamente corretto venga respinta e smascherata. A farlo sono sicuramente chiamati gli esponenti del centro destra. Che hanno il diritto ed il dovere di difendere il proprio schieramento politico dalle vergognose speculazioni e strumentalizzazioni elettorali della sinistra. Ma oltre a loro un compito speciale spetta alla comunità ebraica italiana. Ed, in particolare, a quegli esponenti della comunità che non mancano mai di denunciare i rigurgiti di razzismo ed
antisemitismo che spesso si manifestano nel nostro paese. Che fine ha fatto, ad esempio, quel singolare esponente della comunità ebraica che tanto ha
protestato nei mesi scorsi contro il calciatore Buffon e la sua maglietta “boia chi molla”? Non sarà il caso, adesso, che con lo stesso vigore e con maggior sdegno questo stesso personaggio spenda una parola per condannare il razzismo e l’antisemitismo della sinistra italiana? L’esempio è fatto apposta per sollevare un problema che non riguarda una sola persona ma l’intera comunità. Qual’è l’antisemitismo da condannare? Solo quello dell’estrema destra od anche quello della sinistra? E gli ebrei da difendere quali sono? Solo quelli morti in Europa per mano nazista od anche quelli vivi d’Israele che rischiano un nuovo olocausto per mano fondamentalista e con il beneplacito della sinistra internazionale?
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