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L'obbiettivo è Veltroni 7 novembre 2000 I dirigenti dell’Ulivo si riconsolano sostenendo che la polemica di Sergio Cofferati contro Francesco Rutelli è il segno della grande libertà d’opinione esistente all’interno dello schieramento del centro sinistra. Mica come nel centro destra dove a comandare è sempre uno solo! Ma la pochezza dell’argomentazione è la dimostrazione più evidente dell’enorme imbarazzo e della grande difficoltà in cui si trovano gli esponenti dell’attuale maggioranza dopo le ripetute contestazioni del segretario della Cgil all’indirizzo del candidato premier del centro sinistra. Quella di Cofferati non è l’espressione di un generico dissenso destinato comunque ad essere riassorbito da qualche aggiustamento o da qualche compromesso programmatico. E non è neppure una polemica strumentale diretta ad imporre un cambiamento di rotta nella strategia di Francesco Rutelli nella convinzione di poter contribuire alla causa complessiva nell’obbiettivo della vittoria comune. La ripetuta sortita del segretario della Cgil è la condanna senza appello non del personaggio Rutelli e delle sue esternazioni occasionali e superficiali ma della intera strategia politica che ha prodotto la candidatura a premier del sindaco di Roma. Cofferati, in sostanza, non condivide la rinuncia dei Ds a difendere il proprio ruolo e la propria tradizione di grande forza di sinistra esprimendo un proprio candidato alla guida del paese. Boccia il tentativo furbesco del vertice diessino di nascondersi dietro la candidatura di un personaggio provvisto solo di una generica notorietà ed in grado di esprimere esclusivamente il peggio del politicamente corretto. E, nella convinzione che l’operazione sarà comunque perdente, lancia una offensiva contro Rutelli che in realtà punta ad inchiodare alle proprie responsabilità il vertice dei Ds in vista della grande resa dei conti destinata a verificarsi tra i post-comunisti dopo la sempre più certa sconfitta elettorale di primavera. Il bersaglio, dunque, solo apparentemente è costituito dalla faccia di Rutelli. In realtà nel mirino del segretario della Cgil c’è Walter Veltroni e tutti gli altri esponenti del gruppo dirigente che hanno affiancato il segretario negli ultimi anni. In questa luce , che è quella dell’apertura di un lungo e tormentato processo di chiarimento all’interno non solo dei Ds ma dell’intera sinistra, si comprende l’improvvisa fioritura delle voci secondo cui Veltroni sarebbe pronto a candidarsi a succedere a Francesco Rutelli nella carica di sindaco di Roma. A diffondere tali voci non sono i soliti giornalisti pettegoli della stampa borghese. Sono gli stessi collaboratori del leader diessino che si preoccupano di preparare il terreno ad una operazione dal significato politico fin troppo evidente. Ripiegando sulla Capitale Veltroni si trincerebbe dentro il metaforico “ ridotto del Campidoglio” e potrebbe più facilmente sfuggire al regolamento dei conti provocato dalla sconfitta elettorale. Ma il progetto di salvataggio personale del segretario diessino ha una doppia controindicazione. Per un verso è una implicita dichiarazione di resa del centro sinistra da parte del leader del maggior partito della coalizione. Per l’altro è una vera e propria sfida all’ignoto. Perché mai alla sconfitta nazionale del centro
sinistra non dovrebbe seguire una analoga sconfitta anche a livello romano? Ed in caso di sconfitta anche a Roma quale sarebbe la sorte personale di Walter Veltroni? |