![]() |
|
I
conti del cicisbeo 7 febbraio 2001 Il governo deve ancora decidere la data delle prossime elezioni politiche. E, soprattutto, se abbinare o meno la consultazione per il rinnovo del Parlamento con le elezioni amministrative in alcune tra le più grandi ed importanti città italiane, da Roma a Milano, da Napoli a Torino. Nessuno è in grado di prevedere quali saranno le due scelte dell’esecutivo. Se la data sarà quella del 22 aprile come chiesto dal centro destra o il 6 maggio come sollecitato dal centro sinistra. E se l’Ulivo riuscirà a spuntarla sulla richiesta di abbinamento o se , come proposto non solo dalla Casa delle Libertà ma anche da autorevoli rappresentanti della maggioranza come il presidente del Senato Nicola Mancino, le amministrative verranno rinviate a novembre. Ma l’incertezza è solo apparente. Il candidato premier del centro sinistra Francesco Rutelli ha stabilito che lo slittamento al 6 maggio e l’abbinamento sono indispensabili alla causa ulivista. E c’è da dare per scontato che il governo non oserà mettersi di traverso alla perentoria intimazione dell’ex sindaco di Roma. Ma è proprio sicuro che il voto abbinato il 6 di maggio assicura un qualche vantaggio al bisbetico rappresentante dello schieramento progressista felicemente bollato da Umberto Bossi con l’epiteto di “ cicisbeo”? Rutelli è convinto che lo slittamento a maggio delle operazioni di voto consentirà alla maggioranza di raccogliere i frutti del nuovo contratto sulla scuola che entrerà in vigore proprio alla fine di aprile. Come dire che di fronte ad un modesto aumento dello stipendio gli insegnanti rinunceranno alle loro critiche ai cinque anni di gestione della scuola da parte dei governi dell’Ulivo e torneranno a votare compatti per la sinistra. Sempre Rutelli, inoltre, è certo che l’abbinamento tra politiche ad amministrative favorirà i candidati sindaci del proprio schieramento almeno nel centro-Sud. Ed i successi di Walter Veltroni a Roma e di Rosa Russo Jervolino a Napoli traineranno il centro sinistra anche sul terreno politico consentendo di bilanciare la sicura sconfitta nelle regioni settentrionali. Ma le certezze del “cicisbeo” si fondano sul nulla. Non saranno poche migliaia di lire a far superare agli insegnanti la delusione per il fallimento della politica ulivista per la scuola. E, soprattutto, non sarà l’abbinamento a favorire la rincorsa del centro sinistra sulla Casa delle Libertà. Sul primo punto è inutile spendere troppe parole. L delusione è troppo forte per essere cancellata da quattro lire. Sul secondo,invece, è bene riflettere attentamente su quali potranno essere le conseguenze politiche del contemporaneo intreccio tra elezioni politiche ed amministrative caratterizzate da un diverso sistema di voto. Quali effetti scaturiranno dal turno unico per il Parlamento e dal doppio turno con ballottaggio delle comunali? La risposta è già sotto gli occhi di tutti. Democrazia Europea, il partito di Sergio D’Antoni, Giulio Andreotti e Ortensio Zecchino, ha
preannunciato che presenterà candidati e liste autonomi alla comunali con il dichiarato obiettivo di diventare determinante al ballottaggio per l’elezione dei sindaci di Roma, Napoli e forse anche Torino. Sulla sua scia si è immediatamente posto Antonio Di Pietro che si è candidato a sindaco di Milano e si prepara a presentare una propria lista a Roma e nelle altre città. Identico comportamento adotteranno Rifondazione Comunista ed i radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino. E si può stare sicuri che il loro esempio verrà seguito da tutte quelle formazioni politiche che attraverso il varco delle amministrative con il doppio
turno ed il ballottaggio contano di intaccare quel bipolarismo che a livello nazionale non riescono a scalfire a causa del maggioritario spurio del Mattarelum.
Chi aiuterà, allora, l’abbinamento? Il centro destra già dato vincente ed obbligato dall’abbinamento ad una estrema politicizzazione delle comunali che sembra fata apposta per favorire i propri candidati a Roma ed a Napoli? Oppure un centro sinistra già considerato sconfitto e che dalla politicizzazione ha tutto da perdere e nulla da guadagnare?
|