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  Gli interessi della sinistra 
15 febbraio 2001

Se la sinistra vuole risolvere il problema del conflitto d’interesse non deve far altro che approvare al Senato il testo della legge già varata alla Camera. Non ci vorrebbe molto. Anche nel caso l’Assemblea di Palazzo Madama volesse apportare qualche modifica alle norme previste da Montecitorio. Un eventuale accordo tra maggioranza ed opposizione sui cambiamenti da apportare al testo base consentirebbe di far bruciare i tempi della nuova “navetta” tra Camera e Senato per chiudere la faccenda prima della chiusura della legislatura. Ma la sinistra vuole risolvere il problema del conflitto d’interessi ? La domanda è retorica perché la risposta è assolutamente scontata. La sinistra non ha alcuna intenzione di risolvere il problema del conflitto d’interessi. E non perché ha tardivamente scoperto che il testo della legge varata dalla Camera non punisce in maniera sufficiente Silvio Berlusconi. Ma perché è fermamente decisa a tenere comunque aperta la questione per poterla utilizzare prima nel corso dell’ultima fase della campagna elettorale e poi nei prossimi cinque anni della nuova legislatura.

Qualunque concessione facessero i partiti della Casa delle Libertà alle proposte del centro sinistra, quindi, sarebbero sempre e comunque insufficienti. E se anche Berlusconi annunciasse di essere pronto a vendere l’intero patrimonio od a regalarlo ai poveri, i dirigenti del centro sinistra continuerebbero a ritenersi insoddisfatti ed a continuare a pretendere di più. Il loro obiettivo non è quello di contribuire a sciogliere un nodo a vantaggio del paese ma è di tentare di limitare la ormai inevitabile sconfitta elettorale e preparare le migliori munizioni da usare quando si ritroveranno all’opposizione. E per questo sono fermamente decisi ad impedire che il Parlamento, così come sollecita il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, sciolga entro febbraio la niente affatto intricata matassa. Per nessuna ragione al mondo Francesco Rutelli rinuncerebbe a girare per le stazioni ferroviarie italiane sparando a zero contro Berluscon de Berlusconi e la sua pretesa di diventare capo del governo. 

E lo stesso vale per tutti gli altri esponenti dell’attuale maggioranza che già si vedono relegati all’opposizione e calcolano che solo con l’arma della denuncia del conflitto d’interessi berlusconiano potranno girare per l’Europa dopo le elezioni cercando sostegni tra le sinistre d’oltralpe nella loro lotta contro il centro destra italiano. Non c’è da illudersi, quindi, che il problema del conflitto d’interessi possa essere risolto secondo i desideri del Capo dello Stato nelle ultime settimane della legislatura. Ad impedirlo sono proprio quelli che più gridano contro la mancata soluzione. Ma la linea del boicottaggio del centro sinistra non può rimanere senza riposta da parte del centro destra. E questa non può che essere l’impegno solenne a porre l’approvazione del testo della legge sul conflitto d’interesse varata dalla Camera al primo posto dell’attività del prossimo Parlamento. Il tutto a conferma ed a dimostrazione che solo il centro destra può e vuole fare le riforme.