![]() |
|
La fisarmonica
di Luciano Violante 3 marzo 2001 Luciano Violante ha smentito di voler allungare la legislatura oltre la scadenza prevista per avere il tempo di far approvare dalla Camera la legge sul conflitto d’interessi varata dal Senato nei giorni. Ma la smentita non convince affatto. Sia perché la dichiarazione del Presidente della Camera appare chiaramente diretta a riparare alla scortesia formale compiuta nei confronti del Presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Sia perché l’ipotesi di allungare la legislatura per liquidare per via legislativa il candidato del centro destra Silvio Berlusconi è l’ultima speranza del centro sinistra di evitare la sconfitta elettorale. E non è nutrita da qualche isolato sventurato come il candidato premier votato al macello Francesco Rutelli, ma da un numero crescente di sconsiderati ulivisti in preda a crescente disperazione per il disastro elettorale annunciato. Il sospetto che la smentita di Violante serva in primo luogo a riparare un torto fatto al Quirinale nasce da una considerazione addirittura banale. La Costituzione recita che il presidente della Repubblica scioglie le Camere sentiti i presidenti dei due rami del Parlamento. Questo significa che per un elementare dovere di correttezza i massimi rappresentanti delle assemblee di Montecitorio e di Palazzo Madama non facciano conoscere la loro opinione in merito allo scioglimento della legislatura prima di averla esposta compiutamente al capo dello Stato. Se la proclamassero ai quattro venti prima di salire al Quirinale la norma costituzionale sarebbe di fatto calpestata od aggirata. E non da parte di alcuni normali cittadini ma da parte delle massime cariche istituzionali del paese. Di qui la smentita di Violante. Ma sempre di qui la netta sensazione che si tratti di una dichiarazione buona solo ad accontentare i rigidi custodi delle forme, dei cerimoniali e dei protocolli del Quirinale piuttosto che a sconfessare la presunta preferenza del presidente della Camera di allungare la legislatura per aiutare il centro sinistra a fare fuori Silvio Berlusconi. Questa ultima e disperata speranza, infatti, scalda i cuori di troppi dirigenti dell’Ulivo per escludere che Violante non la possa nutrire. Anzi, conoscendo l’abilità del personaggio e la sua riconosciuta capacità a combattere gli avversari non solo con le armi della semplice dialettica politica ma anche con gli strumenti offerti dalle leggi, non è difficile pensare che possa essere tra i capofila dei teorizzatori del prolungamento della legislatura per vincere elezioni altrimenti drammaticamente perse. Se così fosse la Casa delle Libertà avrebbe il pieno diritto e l’assoluto dovere di reagire con la massima energia. Non solo sul piano della denuncia all’opinione pubblica del paese del tentativo maldestro ed autoritario del centro sinistra di considerare la legislatura come una fisarmonica da allargare o restringere a seconda delle proprie personali esigenze. Non solo sul terreno parlamentare proclamando e praticando l’ostruzionismo più deciso e tenace fino al momento dello scioglimento delle Camere. Ma, soprattutto, sollecitando il Presidente della Repubblica a garantire il pieno rispetto delle regole democratiche. Senza concessioni di sorta alle scortesie sostanziali ed agli interessi di parte degli uomini del centro sinistra. Per ridare unità al popolo italiano non basta rendere omaggio agli eroi di Cefalonia. Bisogna anche ribadire che le regole valgono per tutti. Centro sinistra compreso.
|