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Le ragioni
di un impegno 31 marzo 2001 L'opinione delle libertà è un giornale di antica tradizione. Fondato da Cavour nel 1848 ha avuto fortune diverse nel corso di un secolo e mezzo di vita. Ma è sempre rimasto fedele alla sua ispirazione originaria di foglio dell’area liberale e laica che si batte contro ogni forma di totalitarismo per il rispetto dell’autonomia e della dignità dei cittadini. Questa breve presentazione, dovuta nei confronti dei lettori de “Il Giornale” che oggi e per i prossimi due sabati riceveranno insieme al loro quotidiano preferito anche un nostro “speciale” dedicato ai bilanci “dell’era dell’Ulivo”, spiega le ragioni delle scelte de “L’opinione delle libertà” negli ultimi dieci anni. Siamo stati una delle pochissime voci che all’inizio degli anni 90 non ha esitato a denunciare la natura golpista della cosiddetta “rivoluzione giudiziaria” dei settori più politicizzati della magistratura e della stampa. Siamo stati al fianco di Silvio Berlusconi e di tutte le forze che nel ’94 hanno combattuto e vinto la battaglia contro la “gioiosa macchina da guerra” della sinistra. Abbiamo sostenuto il Polo delle Libertà nel ’96 rimanendo fedeli alla impostazione liberale ed antiautoritaria durante i cinque anni di governo del centro sinistra egemonizzato dai post-comunisti. Siamo schierati con la Casa delle Libertà affinché il voto del 13 maggio segni l’inizio di un grande cambiamento diretto a liberare il paese dalle innumerevoli incrostazioni e scorie da socialismo reale che gli impediscono di crescere ed innovarsi mettendosi al passo con le democrazie più avanzate. Il nostro, naturalmente, è il limitato contributo che può venire da un giornale di nicchia che si caratterizza come un quotidiano composto solo di commenti ed opinioni. Ma i mezzi ridotti sono bilanciati da una assoluta coerenza di idee e di comportamenti. Non a caso siamo i promotori del “Manifesto degli irriducibili” che compare a fianco. Ed a dispetto di chi pensa che la coerenza sia la virtù degli imbecilli siamo convinti dell’esatto contrario. Abbiamo svolto ed intendiamo continuare a svolgere il ruolo di cani da guardia dei valori di libertà e di democrazia portati avanti dal centro destra. Nella consapevolezza che svolgere il ruolo di coscienza critica in nome dei valori originali costituisce un contributo insostituibile per uno schieramento politico che si prefigge di governare il paese nei prossimi cinque anni. Senza il pungolo degli “irriducibili” c’è il rischio di deludere gli elettori. E per questo non faremo mancare stimoli e richiami di sorta. Nel frattempo, però, c’è ancora da chiudere una campagna elettorale che sarebbe sbagliato dare per vinta e conclusa in partenza. Di qui la necessità non solo di sostenere i programmi con cui la Casa delle Libertà intende rinnovare nei prossimi cinque anni il paese, ma anche di ribadire che i cinque anni di governo dell’Ulivo sono stati un completo fallimento. Il primo degli “speciali” de “L’opinione delle libertà” distribuiti gratuitamente insieme a “Il Giornale” è dedicato al fallimento dell’economia nell’era del centro sinistra. I nostri opinionisti hanno spiegato con argomenti assolutamente inoppugnabili come il governo ulivista dell’economia si sia tradotto in una autentica jattura. Ma a quei lettori che oltre ai ragionamenti hanno bisogno di una prova pratica suggeriamo il cosiddetto “esame portafoglio”. Chi si è arricchito negli ultimi cinque anni può tranquillamente votare per il centro sinistra. Tutti gli altri, e sono la stragrande maggioranza degli italiani, si comportino di conseguenza!
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