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Il miracolo
dell’Ulivo 1 maggio 2001 E' dalla fine della guerra che il nazionalismo in Italia giace sotto una lapide che solo qualche particolare occasione calcistica, come la vittoria ai campionati mondiali del 1982, è riuscita occasionalmente e brevemente a sollevare. Al posto di un orgoglio nazionale portato al parossismo è da oltre cinquant’anni che abbiamo l’eccesso opposto. E cioè una sorta di insopprimibile (ed anche insopportabile) vocazione all’autocritica ed all’autoflagellazione. Come se per pagare gli errori commessi in senso sciovinistico fino agli anni ’40 del secolo scorso fossimo tutti caduti in una sindrome masochistica destinata ad durare per l’intero terzo millennio. Su questa realtà che fino a ieri appariva immodificabile si è però abbattuta come una folgore devastante la spocchioso ottusità di certa sinistra internazionale legata a doppio filo con i settori più retrogradi e passatisti della sinistra nostrana. Sul masochismo nazionale che per decenni ci ha spinto a consideraci i peggiori per antonomasia sono incominciate a cadere con cadenza quotidiana le folgori della stampa straniera legata agli interessi dei poteri forti d’oltralpe. Questi colpi martellanti e violenti sono tesi a dimostrare che un paese pronto a votare in maggioranza in favore di Silvio Berlusconi è una sorta di repubblica di Banana non all’altezza degli altri paesi del contesto europeo. L’obiettivo non è il leader del centro destra. E’ l’intera Italia. La tesi secondo cui il voto a Berlusconi renderebbe il paese indegno della sua collocazione occidentale è solo un pretesto per tentare di riaffermare antichi pregiudizi di superiorità di tipo razziale. Per cui è facile preventivare quale sarà il risultato finale di questa campagna. A forza di promuovere campagne strumentali contro l’Italia con la scusa del Cavaliere, la sinistra interna ed internazionale riuscirà nella mirabolante impresa di smuovere la lapide posta dalla sconfitta bellica sul nazionalismo italiano. E realizzerà l’incredibile miracolo di risvegliare quell’orgoglio nazionale che, per aver fatto una significativa apparizione in occasione di pretesti calcistici, non è affatto scomparso ma è solamente addormentato. Se il risveglio comporterà la semplice guarigione dalla sindrome masochistica bisognerà rallegrarsi per il risultato fortuito provocato dall’ottusità della sinistra interna ed internazionale. Non è male se gli italiani si convincano che è meglio scegliere da soli i propri governanti piuttosto che farseli scegliere dalla stampa e dai potentati stranieri. Ma se l’irritazione per essere trattati come abitanti razzialmente inferiori di un lontano protettorato provocherà eccessi e nuovi peccati di orgoglio non ci dovremo stupire. Basterà ringraziare adeguatamente i responsabili. Almeno quelli nostrani.
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