![]() |
|
Il nuovo esecutivo
a vele spiegate 13 giugno 2001 Il “caso Austria” non si è ripetuto. Contro il governo di centro destra di Silvio Berlusconi non è scattato l’ostracismo delle principali cancellerie europee. Neppure i paesi retti da governi di centro sinistra, che nella svolta politica italiana vedono pessimi auspici per la conservazione dell’egemonia socialdemocratica europea, hanno minimamente immaginato di riservare a Berlusconi lo stesso trattamento assicurato al governo austriaco marcato dalla presenza del partito di Haider. Le loro inquietudini e le loro preoccupazioni trapelano attraverso gli editoriali e le corrispondenze della tradizionale “stampa amica”. Ma di prese di posizione ufficiali contrarie non se ne vede neppure l’ombra. Ed anzi, dall’unico paese non europeo che in teoria avrebbe potuto farsi interprete delle riserve dei governi socialisti europei, cioè Israele, non solo non c’è alcun atto di ostilità preventiva . C’è, al contrario, sia dagli ambienti governativi che da quelli della opposizione laburista, il desiderio e la speranza di poter collaborare attivamente con il governo Berlusconi. Per spingere l’Europa ad un atteggiamento più equidistante e meno sbilanciato nelle questioni di Medio Oriente. Il merito della mancata ripetizione del “caso Austria” va diviso in maniera equanime tra il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e l’intero popolo italiano. Il Capo dello Stato ha avviato da tempo un lento e faticoso lavoro a livello interno ed internazionale per dimostrare che la democrazia italiana non è più bloccata come negli anni della guerra fredda e neppure sotto tutela come negli anni della transizione seguita al crollo della Prima Repubblica. E’ una normale democrazia dell’alternanza, dove tutte le forze politiche sono pienamente legittimate ad essere di volta in volta maggioranza od opposizione. Possiamo solo immaginare ciò che sarebbe accaduto se Ciampi si fosse comportato in questi giorni come il suo predecessore Oscar Luigi Scalfaro. E se avesse preteso di fissare i paletti del percorso del nuovo governo in chiaro segno di sfiducia nei confronti della volontà espressa dal corpo elettorale. I governi europei di sinistra avrebbero colto al volo il pretesto offerto dal Quirinale per delegittimare il più pericoloso avversario politico della scena continentale. Al grande merito di Ciampi si aggiunge quello altrettanto grande e significativo rappresentato dal comportamento dell’intero popolo italiano. Non un solo incidente ha contrassegnato il passaggio di consegne tra il governo di centro sinistra di Giuliano Amato e quello di centro destra di Silvio Berlusconi. Non c’è stato neppure un gesto od una parola fuori posto. Tutto è avvenuto nel più scrupoloso rispetto delle regole democratiche ed ha dimostrazione che lo spirito civico e la fiducia nelle istituzioni repubblicane degli italiani è un bene assolutamente comune ed un valore finalmente condiviso. E c’è di più. Il clima in cui è nato il governo è privo di qualsiasi tensione e caratterizzato da una atmosfera di forte attesa da parte di tutti i cittadini. Non solo gli elettori di centro destra ma anche quelli di centro sinistra sembrano convinti che il paese è ad una svolta importante. E, sia pure nella diversità delle scelte e dei giudizi, sembrano condividere la speranza di arrivare comunque ad un cambiamento significativo e tangibile rispetto al passato. Tutto bene, allora. Tutto tranne qualche furbizia di troppo . In particolare quelle fornite in questi giorni da chi, all’interno della maggioranza, si sforza di conquistare ad ogni costo un ruolo per poter contrattare al meglio le proprie fortune nel prossimo e più lontano futuro. Delle polemiche personali e personalistiche tra Paolo Guzzanti e Giuliano Ferrara, tanto per essere espliciti, ne faremmo volentieri a meno. Anche perché non servono a nessuno. Tranne, forse, ai diretti interessati.
|