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  Suggerimento gratuito a Rutelli
6 luglio 2001

Non si era mai visto che un esponente dell’opposizione cercasse l’investitura ufficiale a capo del proprio schieramento da parte del suo principale antagonista. Invece abbiamo assistito anche a questo bizzarro spettacolo. Francesco Rutelli ha cercato ed ottenuto un colloquio con Silvio Berlusconi per ricevere dal proprio avversario della campagna elettorale quella investitura a leader dell’opposizione che non riesce ad ottenere dagli altri esponenti del centro sinistra. Ed è uscito dall’incontro con la convinzione assoluta che per il fatto stesso di essere stato ricevuto dal nuovo capo del governo le divergenze all’interno del centro sinistra sono state appianate ed il suo ruolo è diventato quello di leader consacrato del vecchio schieramento dell’Ulivo. Berlusconi, che dopo aver ricevuto Rutelli si è incontrato anche con Pierluigi Castagnetti, ha accuratamente evitato di avallare la pretesa dell’ex sindaco di Roma. 

Ed ha fatto fin troppo bene. Se avesse accettato di riconoscere ufficialmente in Francesco Rutelli il capo del “governo ombra” avrebbe commesso un duplice errore.  Avrebbe dato l’impressione di considerarsi non solo il “principe” ma addirittura l’“imperatore” della scena politica nazionale fornendo una pericolosa arma di polemica ai suoi avversari vecchi e nuovi. Chi ha costruito campagne e campagne di denigrazione approfittando di una battuta ironica sull’“unto del Signore”, non avrebbe alcuna difficoltà a ripetere l’impresa contestando a Berlusconi di considerarsi ormai non più l’“unto” ma direttamente il “Signore” che attenta alla vita democratica pretendendo di scegliere personalmente il proprio antagonista. Ma, soprattutto, se avesse accontentato il desiderio di Rutelli il Presidente del Consiglio avrebbe tolto le castagne dal fuoco ai propri avversari azzerando in un colpo solo le lunghe e tormentate discussioni che stanno avvenendo all’interno del centro sinistra proprio per decidere l’identità della nuova opposizione e chi la dovrà rappresentare.

Per Rutelli, quindi, si è trattato di un buco nell’acqua. Non può pretendere che sia Berlusconi a favorirlo nella lotta per la conquista della leadership del centro sinistra. Ma, al contrario, deve convincersi che la qualifica va conquistata sul campo ottenendo prima il consenso dei propri alleati e poi il rispetto dei propri avversari. L’ex sindaco di Roma, per la verità, un tentativo in questa direzione lo ha già fato sul terreno parlamentare. Ma con un risultato imbarazzante. La sua richiesta di ricevere l’investitura a leader dell’opposizione durante il dibattito sulla fiducia da parte delle altre forze del centro sinistra è stata seccamente e brutalmente respinta. Come era ovvio che avvenisse visto che i partiti della Margherita non sono tra loro d’accordo su nulla ed i Ds solo alle prese con una feroce resa dei conti interna che non si sa quando possa finire.

Che può fare, allora, il povero Rutelli per conquistare sul campo la leadership dell’opposizione? Gli diamo un consiglio, gratis: Visto che in Parlamento e con Berlusconi non c’è niente da fare, perché non tenta la fortuna al prossimo G8 di Genova? Se partecipa alle manifestazioni antiglobalizzazione e riesce a convincere le componenti moderate del popolo di Seattle ad isolare gli estremisti e gli avventurieri, può ottenere dalla piazza e dalla società reale ciò che il Palazzo e la società formale gli hanno fino ad ora negato. Caro Francesco, se ci sei batti un colpo. A Genova!