torna alla
home page

ARCHIVIO

2001
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio

gennaio

2000
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

1999
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  La tomba della sinistra
7 luglio 2001

La sinistra italiana scopre di avere un nuovo problema da affrontare, Questo problema si chiama Vittorio Agnoletto. E consiste non solo nel coacervo di risentimenti e di ambizioni che spinge il rappresentante del Genoa Social Club a cercare la rivincita di postsessantottino deluso e fallito nei confronti della sinistra tradizionale e parlamentare nazionale. Ma anche nel fatto che lo sforzo di Agnoletto di approfittare del G8 di Genova per bruciare le tappe della propria scalata alla politica italiana si intreccia con l’oggettivo fenomeno di usurpazione compito dal Popolo di Seattle ai danni dei partiti del nostro centro sinistra. Non è un caso, allora, che il carneade Agnoletto in cerca di notorietà rifiuti di incontrare Francesco Rutelli e Pietro Folena. E che al dialogo con la sinistra tradizionale preferisca il confronto duro e polemico con i rappresentanti del governo di Silvio Berlusconi per la preparazione dello svolgimento del prossimo vertice internazionale.

In altri momenti il rappresentante di un oscuro e non meglio precisato organismo denominato Genoa Social Club ( una via di mezzo tra il Genoa Football Club ed il Buena Vista Social Club) avrebbe fatto salti mortali di gioia nell’essere ricevuto da un qualsiasi esponente della sinistra ufficiale italiana. Soprattutto se questi esponenti fossero stati il cosiddetto leader dell’opposizione ed il titolare pro-tempore del partito erede della grande tradizione comunista italiana. Lo stesso rappresentante del Gsc, inoltre, si sarebbe ben guardato dall’avviare una qualunque trattativa con la maggioranza di centro destra scavalcando di fatto la sinistra. Sia per il rispetto dovuto alla tradizione ed al prestigio della sinistra italiana. Sia per il timore di incorrere in una reazione della stessa sinistra dai contenuti sicuramente pericolosi, sia in termini di interdetto politico che di dolorose conseguenze di natura pratica e giudiziaria.

Oggi, invece, tale Agnoletto tratta da pari a pari con il ministro degli Esteri Renato Ruggiero e con il Ministro degli Interni Claudio Scajola. E respinge con altezzoso dispregio la richiesta d’ incontro avanzata dal leader dell’opposizione Francesco Rutelli e dal reggente della Quercia Pietro Folena. A dimostrazione di aver ormai conquistato il ruolo di principale interlocutore politico della maggioranza di governo per una questione delicata ed importante come quella del vertice del G8 di Genova. Ed a conferma che la sinistra parlamentare italiana è stata totalmente e definitivamente scavalcata dal Popolo di Seattle e da chi si è autonominato suo rappresentante. In passato tutti i gruppi della sinistra extraparlamentare che hanno tentato l’operazione di scavalcamento hanno pagato molto duramente il loro azzardo. Non solo con l’emarginazione, spesso anche con il carcere. Ma questa volta sembra diverso. Ed il G8 di Genova, tra i tutti i significati di cui si va caricando, sembra destinato ad assumere anche quello di tomba della sinistra parlamentare italiana.