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  Il regalo avvelenato del centrosinistra
13 luglio 2001

Gli artefici della voragine nei conti dello stato protestano a gran voce per la decisione del ministro dell’Economia Giulio Tremonti di annunciare le cifre del buco dagli schermi della Rai. Sergio Cofferati, segretario della Cgil, sostiene che il rappresentante del governo lo avrebbe dovuto comunicare preventivamente agli esponenti delle forze sociali. E Giuliano Amato, ex Presidente del Consiglio , afferma che Tremonti ha compiuto un atto “irresponsabile” visto che la notizia di una voragine così spaventosa nei conti pubblici potrebbe provocare conseguenze gravissime sulla stabilità dell’euro e sulla credibilità internazionale del nostro paese.

Nessuno, per la verità, contesta la sostanza dell’annuncio fornito dal ministro dell’Economia. Amato, che ha guidato il governo sulle cui spalle ricade la diretta responsabilità del buco di bilancio, non si azzarda nemmeno a mettere in discussione le cifre. Lascia solo intendere che il nuovo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi avrebbe dovuto tacere e nascondere il baratro finanziario provocato dal centro sinistra. Cofferati, a sua volta, non prende neppure il considerazione l’ipotesi che la voragine possa essere meno larga e profonda di come è stata indicata. Ai suoi occhi la questione appare di scarso interesse. Ciò che gli importa e che lo indigna è la strada usata da Tremonti per lanciare il proprio allarme. Il ministro doveva informarlo per primo e non scavalcarlo con l’intervista al Tg1. 

“E’ morta la concertazione!”. Ha decretato il segretario della Cgil. Come se i sacrifici a cui dovranno essere chiamati gli italiani per gli errori commessi dal centro sinistra ed avallati dalle confederazioni sindacali sarebbero stati evitati dal rispetto delle vecchio e bolso cerimoniale previsto dalla concertazione dell’era dell’Ulivo. I comportamenti di Amato e di Cofferati si prestano a diverse considerazioni. Per un verso indicano che la sinistra politica e sindacale ha toccato il fondo della propria crisi. Aggrapparsi ad una risibile questione di metodo quando in ballo c’è la sostanza di un buco di oltre sessantamila miliardi è la dimostrazione più lampante del vuoto di idee e di strategia che caratterizza il gruppo dirigente dell’opposizione. Per l’altro verso, invece, confermano che nella incapacità di sviluppare una opposizione sui fatti il centro sinistra si aggrappa alle parole ed alla vecchia e consolidata tendenza a sfuggire ai problemi puntando sulla demonizzazione degli avversari. Ma tutte queste considerazioni vanno passate in secondo piano rispetto ad un diverso interrogativo. Ed ora chi paga per l’irresponsabilità dei governi dell’Ulivo e per la complicità data dai sindacati agli irresponsabili?

Tremonti assicura che non ci saranno manovre aggiuntive di tipo classico. Quelle, per intendersi, dirette ad aumentare le tasse ed a tagliare pensioni e prestazioni sanitarie. La manovra, ha spiegato il ministro dell’Economia, riguarderà le casse dello stato e non le tasche degli italiani. Ma, posto che la promessa possa essere effettivamente mantenuta, di chi sono le casse dello stato se non degli italiani? Comunque la si voglia girare, infatti, a pagare il prezzo della incapacità colposa o, peggio, della volontà dolosa del centro sinistra saranno sempre ed in ogni caso i cittadini. Si tratta dell’ultimo e più avvelenato regalo dell’Ulivo. E se il centro destra non ne tiene conto pensando di fare qualche sconto sulle commissioni Mitrokin e Telecom Serbia per meglio blandire l’opposizione, compie un clamoroso errore.