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Un quesito
per il Viminale 9 agosto 2001 I rappresentanti del centro destra chiedono l’audizione di Giuliano Amato. Per scoprire se sia vero che il governo di centro sinistra abbia volontariamente interrotto la preparazione del G8 per lasciare una bomba a tempo tra i piedi del futuro governo di centro destra. I rappresentanti del centro sinistra replica chiedendo l’audizione di Silvio Berlusconi. Per aggredire il Presidente del Consiglio ed alimentare la vulgata immediatamente circolata tra i media della sinistra internazionale secondo cui il Cavaliere è una sorta di riedizione italica del generale Pinochet. La commissione parlamentare sui fatti di Genova è ormai solo un terreno di semplice scontro politico. E quanto avviene al suo interno non serve ad altro che ad alimentare nel mese di agosto una polemica che in caso contrario le vacanze estive avrebbero inevitabilmente smorzato. Ma la commissione non è solo una pompa da cui sgorga la benzina per alimentare il fuoco destinato a tenere caldo il clima politico fino al prossimo autunno. E’ anche una incredibile occasione perduta per fare chiarezza non solo su quanto è realmente avvenuto a Genova ma anche per capire se il nostro paese è effettivamente attrezzato tecnicamente e professionalmente per affrontare le minacce all’ordine pubblico che una parte consistente della sinistra extraparlamentare e parlamentare lancia a getto continuo in vista dei prossimi mesi. Da questo punto di vista l’audizione del Capo della Polizia Gianni De Gennaro rappresenta un perfetto esempio della irresistibile spinta dei componenti della commissione a perdersi in strumentalizzazioni politiche ed a rinunciare ad affrontare i problemi reali. De Gennaro ha tenuto la relazione che tutti si attendevano. In difesa dell’operato delle Forze dell’Ordine pur nell’ammissione di alcuni eccessi compiuti al momento della repressione. Ed in attacco della scarsa rappresentatività del Genoa Social Forum e delle frange anarco-insurrezionaliste indicate come le principali responsabili delle devastazioni del capoluogo ligure. Ma dal Capo della Polizia si doveva pretendere molto di più. Non per metterlo in difficoltà, impresa che può forse interessare a qualche avversario personale di De Gennaro ma che appare come un risultato ben misero di fronte alla portata della posta in gioco. Ma per scoprire se sia vero il sospetto che nel suo complesso la nostra Polizia (per l’Arma dei Carabinieri la situazione è completamente diversa) non sia assolutamente preparata ed attrezzata ad affrontare un nuovo autunno caldo ed una nuova stagione di violenza di piazza. E’ fondato un sospetto del genere? Sciogliere l’interrogativo è determinante per decidere la strada da seguire in futuro. Se la risposta fosse negativa basterebbe punire i pochi responsabili degli eccessi genovesi ed affrontare con serenità le difficili prove autunnali. Ma se la risposta fosse positiva non basterebbe far saltare solo qualche poltrona. Bisognerebbe ristrutturare da capo ed in tempi rapidissimi una struttura incapace di offrire garanzie, al punto dal costringere il governo a dare un serio colpo alla credibilità del paese rinunciando ad ospitare importanti vertici internazionali. Fino ad ora a questa domanda si è data una risposta a metà. Per un verso si è riconosciuto che la pace sociale degli ultimi vent’anni ha disabituato la Polizia ai compiti di ordine pubblico con tutte le conseguenze del caso. Per l’altro è stata compiuta una comprensibile difesa d’ufficio dell’istituzione ribadendo la piena fiducia sulla capacità degli uomini della Ps di essere all’altezza dei loro compiti. Ma ormai questa mezza risposta non è più sufficiente. La fiducia, la solidarietà, il sostegno alle Forze dell’Ordine non sono in discussione. Così come è assolutamente comprensibile che la Polizia abbia qualche difficoltà a rimettere a punto una macchina per troppo tempo non impegnata sul terreno dell’ordine pubblico, indirizzata soprattutto a contenere la criminalità organizzata ed, in alcuni casi, utilizzata per fini del tutto diversi da quelli istituzionali. E’ ormai indispensabile dare una risposta completa ed esauriente al quesito se la Polizia sia attrezzata per affrontare gli impegni futuri. E per farlo bisogna essere assolutamente rigorosi. Perché, ad esempio, nessun parlamentare ha chiesto a De Gennaro se, dopo i fatti di Seattle e nella prospettiva di ospitare un analogo vertice a Genova, il Viminale abbia mai inviato osservatori a Barcellona ed a Goteborg per studiare le dinamiche delle nuove manifestazioni di piazza ed adeguare la struttura alle esigenze del tempo presente. E perché nessuno ha sollecitato il Capo della Polizia a riferire sulle ragioni del sostanziale fallimento dell’azione di prevenzione dei disordini di Genova, con particolare riferimento al mancato filtro dei guerriglieri convenuti da mezzo mondo nel capoluogo ligure? Chi crede che basti punire qualche manganellatore troppo esuberante compie un tragico errore. Oppure vuole nascondere responsabilità di ben altra portata. Quella, ad esempio, che non riguarda solo De Gennaro ma una intera classe politica al governo negli ultimi dieci anni, di chi ha cercato di trasformare la Polizia o in un ammortizzatore sociale o in un terreno di lotta di cordate politiche e di potere. |