![]() |
|
La sinistra spiazzata
dai terroristi
19 settembre 2001 Incomincia a serpeggiare la delusione tra chi pensava che gli Stati Uniti rispondessero con una rappresaglia indiscriminata contro qualche paese arabo agli attentati terroristici contro New York ed il Pentagono. Molti davano per scontato che gli Usa si sarebbero comportati come un toro ferito caricando a testa bassa qualunque straccio con la mezza luna dell’Islam gli venisse sventolato sotto gli occhi. Ed ipotizzavano che la dichiarazione di guerra di Bush al terrorismo dovesse necessariamente preludere ad una riedizione del conflitto del Vietnam. Magari in versione irakena, pakistana o afgana. Costoro si dividevano in due categorie. Quelli ormai attempati ed ingrigiti che già si rivedevano in piazza come ai bei tempi delle manifestazioni compiute al grido “ Giap, Giap, Ho Chi Min” e “yankee go home”. E quelli più giovani che speravano in una ottusa reazione del toro americano per riprendere quello slancio partito da Genova e bruscamente arenatosi sulle macerie delle Torri Gemelle. La sinistra massimalista vecchia e nuova, quella extraparlamentare ed anche quella inserita nelle istituzioni nei media, era certa che alla dichiarazione di guerra sarebbe immediatamente seguito il conflitto. Il tutto per poter far riscattare lo schema antico e fino ad ora sempre funzionante dello sfruttamento in nome della pace dei conflitti aperti dall’Occidente in risposta alle aggressioni dirette ed indirette dei propri nemici di sempre. Ma questo scenario tradizionale è stato spazzato via dalla portata decisamente fuori della norma dell’aggressione terroristica agli Usa. L’offesa al cuore degli Stati Uniti e dei paesi liberi è stata giustamente considerata da Bush come l’apertura della prima guerra postmoderna del terzo millennio, cioè come un atto destinato a far saltare tutti gli schemi tradizionali creati dai conflitti del Novecento in genere e degli ultimi decenni in particolare. Niente cariche a testa bassa con l’impiego dissennato dei grandi eserciti o dei bombardamenti a tappeto ma la scelta di punire selettivamente i colpevoli. Con le indagini, l’intelligence ed, al momento opportuno, con l’uso limitato e chirurgico delle forze speciali. La linea accorta degli americani ha spiazzato la sinistra massimalista ed i pacifisti di estrazione cattolica. Senza la guerra tradizionale non ci può essere la tradizionale strumentalizzazione politica dei conflitti. Come si può manifestare contro gli americani quando questi ultimi si accingono a compiere, sia pure definendole come guerra, quelle operazioni di polizia internazionale che massimalisti e pacifisti cattocomunisti hanno sempre invocato e giustificato in passato? Nella loro lucida e criminale aggressione al cuore dell’Occidente, quindi, i terroristi sono andati molto al di là delle loro intenzioni. Pensavano di piegare i paesi liberi ed invece hanno inferto un colpo mortale ai nemici interni dello stesso Occidente. Certo, ci vorrà del tempo prima che la sinistra massimalista ed i pacifisti cattolici se ne rendano conto. Ma presto o tardi lo dovranno capire. E sarà sempre troppo tardi! |