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  Giù le mani da San Francesco
9 ottobre 2001

San Francesco è stato arruolato d’autorità nelle file della sinistra. Non di quella moderata, riformista, occidentale e socialdemocratica ma quella estremista, massimalista, terzomondista e filofondamentalista. L’arruolamento non dipende dal fatto che il poverello d’Assisi si recò in Terra Santa e conversò amabilmente con il Sultano. Ma, molto meno romanticamente, perché è proprio sul suo nome che la sinistra italiana si prepara alla ennesima e clamorosa spaccatura. In vista del dibattito parlamentare sulla guerra in Afghanistan i dirigenti moderati del centro sinistra tentano di dare vita ad un documento unitario dell’Ulivo che possa portare, sull’esempio di quanto avventato in occasione dell’intervento della Nato nel Kosovo, ad un voto bipartisan dell’intero Parlamento. I moderati del centro sinistra, in sostanza, sono favorevoli all’intervento Usa ed appaiono disponibili a trovare una qualche intesa con la maggioranza per dimostrare che sul terreno della lotta al terrorismo si è creata una forte solidarietà nazionale. 

Ma domenica c’è la marcia della Pace da Assisi a Perugia. Ed i Verdi e Rifondazione Comunista, che già da tempo hanno aderito alla iniziativa promossa dai francescani e dalle associazioni pacifiste cattoliche, considerano incompatibile qualsiasi documento bipartisan in Parlamento con la partecipazione alla marcia pacifista. Come dire che la sinistra deve decidere tra San Francesco ed il documento bipartisan. E che chi voterà in favore degli Usa non potrà partecipare alla marcia della pace. La faccenda è chiaramente pretestuosa. Ma evidenzia una doppia esigenza. La prima è che la sinistra massimalista metta giù le mani da San Francesco. La seconda è che i francescani capiscano che l’Ordine non può diventare una delle componenti della sinistra massimalista. Il “santo di Assisi” si chiamava Francesco e non Fausto Bertinotti o Vittorio Agnoletto. E la sua “pace” non era quella imposta dalla violenza levatrice della storia ma quella frutto dell’amore tra gli uomini.