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L’opposizione autolesionista
20 ottobre 2001 La sinistra si ringalluzzisce alla notizia dell’esclusione dell’Italia dal vertice di Gand tra Gran Bretagna, Francia e Germania. Ma la sua è la classica soddisfazione del marito che decise di evirarsi per far dispetto alla moglie. Non solo perché il presunto declassamento dell’Italia rispetto alle grandi potenze europee sarebbe un grave problema non solo per Silvio Berlusconi ed il suo governo ma per l’intero paese. Non ci vuole molto a capire che se il vertice di Gand dovesse significare la riproposizione dello schema dell’Europa a due velocità e delle due caste (quella nordica privilegiata e quella mediterranea subordinata), il prezzo del declassamento ricadrebbe integralmente sulle spalle di tutti i cittadini italiani. Ma soprattutto perché a lungo andare l’inserimento forzoso dell’Italia nella fascia dei paesi europei di serie B è destinato a mettere in gravi difficoltà proprio quella sinistra che oggi si rallegra se Chirac, Blair e Schroeder escludono Berlusconi dal tavolo dei “grandi” europei con una serie di scuse addirittura puerili. Tutto dipende dal marchio politico dell’”operazione declassamento”. Alla guida di Francia, Germania e Gran Bretagna ci sono governi di sinistra che proprio in nome della loro diversità rispetto al governo di centro destra italiano tentano di realizzare una operazione destinata a colpire e mortificare l’interesse nazionale italiano. A lungo andare, quindi, la nostra opinione pubblica non potrà non registrare che la sinistra europea vuole mortificare l’Italia. E, di seguito, che la sinistra italiana non solo non interviene in difesa del proprio paese e dei propri concittadini presso i suoi omologhi europei ma si compiace con grande soddisfazione delle spinte al declassamento. Ancora una volta, dunque, la sinistra italiana compie un atto di stupido autolesionismo. Contenta lei, contenti tutti. |