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Le
ombre del passato
25 ottobre 2001 Buffa storia quella dell’A400M, l’aereo da trasporto militare che dovrebbe essere costruito dal consorzio europeo Airbus! Le stranezze sono numerose: La prima è che a protestare per l’eventuale mancata partecipazione italiana alla realizzazione dell’aereo militare sono quegli stessi esponenti di sinistra che partecipano ai cortei pacifisti e continuano a considerarsi ideologicamente contrari a qualsiasi strumento possa produrre o ricordare la violenza bellica. La seconda è che il tono tanto concitato e rissoso delle proteste mal si concilia con la constatazione che l’acquisto di 16 aerei (a tanto arriverebbe la partecipazione italiana ad un progetto che prevede la costruzione di oltre duecento velivoli) non comprometterebbe in alcun modo la formazione di un polo europeo dell’industria della difesa. Sia per l’esiguità della nostra quota, sia perché la costruzione di un polo industriale per la difesa europea non passa attraverso 16 aerei ma una serie di decisioni politiche condizionate alla scelta decisiva (e mai compiuta) di dare vita alle Forze Armate dell’Ue. La terza è che in mancanza di un atto destinato a dare la vera unità politica all’Europa non si può dimenticare l’interesse nazionale. E questo esclude al momento l’utilità di impiegare risorse su un progetto marginale che rischia addirittura di segare le gambe alla commercializzazione degli aerei da trasporto truppe di produzione italiana già esistenti. Perché, allora, se la questione è di scarsa importanza economica e di infinitesimale valenza politica le sinistre si affannano a sollevarla con tanto vigore? Le ipotesi sono solo due. La prima è che puntano a mettere in difficoltà il Ministro della Difesa Antonio Martino trovando ogni possibile pretesto per rispolverare il suo presunto antieuropeismo degli anni passati. Tutto, ovviamente, nel quadro di un disegno complessivo di aggressione al governo di Silvio Berlusconi che può contare sul sostegno e sulle connivenze di alcuni esponenti dei governi di sinistra europei. La seconda solleva invece un interrogativo molto più preoccupante ed inquietante. Quali interessi si celano dietro l’affare Airbus deciso dai governi di sinistra europei quando anche il nostro governo era sorretto da una maggioranza di sinistra? Nessuno, naturalmente, può o vuole accusare nessuno. Ma l’esperienza del passato ci insegna a stare in guardia. Non vorremmo avere a che fare con qualche altro “Caso Lockeed” o con qualche nuova e sconosciuta Antilope Cobbler… |