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La
fuga dalla realtà
22 dicembre 2001 Colpiscono le reazioni dei dirigenti dell’opposizione alla tradizionale conferenza stampa di fine d’anno del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sia per la forma che per la sostanza. Il Cavaliere ha parlato di tutto e di più. Ma soprattutto ha delineato una precisa strategia di riforme dirette a provocare una serie di grandi cambiamenti nella società italiana. Non si è trattato di chiacchiere vane, ma di indicazioni precise, specifiche, che verranno trasformate in misure concrete nel corso di una legislatura che neppure i più fiduciosi evocatori di nuovi colpi di stato giudiziari prevedono instabile e di breve durata. Le sue affermazioni non hanno riguardato un vago programma elettorale ma un realistico programma di governo. Che può essere contestato, avversato, bocciato, contrastato ma che non può essere ignorato. Per la semplice ragione che è destinato ad incidere pesantemente sulla vita dei cittadini. Invece, la reazione dei dirigenti del centro sinistra è stata ispirata esclusivamente ed integralmente al sarcasmo, allo sberleffo, all’irrisione. Senza alcun riferimento al merito delle questioni ma con un sovraccarico di toni inutilmente sprezzanti e presuntuosi. Ancora una volta la presunzione e l’arroganza hanno preso la mano agli esponenti ulivisti spingendoli ad ignorare del tutto i problemi e le soluzioni indicate dal presidente del Consiglio. Questa fuga dalla realtà presenta una doppia conseguenza negativa. Per un verso condanna l’opposizione a rinserrarsi progressivamente in un limbo di autoreferenzialità che la spinge in una posizione sempre più lontana e distante dalla società italiana. Il ché rende il centro sinistra sempre più minoritario, incerto e privo di una qualsiasi capacità di azione politica. Per l’altro verso toglie alla maggioranza la possibilità di confrontarsi con una opposizione degna di questo nome e danneggia non solo l’attività della stessa Casa delle Libertà ma anche il funzionamento della democrazia del paese. Una opposizione che preferisce gli insulti al ragionamento è quasi peggio di una opposizione convinta di avere un ruolo ed una funzione solo nelle agitazioni di piazza. Ed in questo la linea scelta dalle forze dell’Ulivo risulta addirittura peggiore di quella dello scontro frontale imboccata ormai da tempo da Rifondazione Comunista e dai gruppi dell’ultrasinistra. Con la piazza, in fondo, ci si può confrontare. Non fosse altro perché gli slogan dei cortei rispondono sempre ad idee ,valori e giudizi che una maggioranza democratica non può ignorare. Ma con gli insulti, gli sberleffi ed i sarcasmi privi di qualsiasi contenuto non ci si può confrontare. Ed è per questo, a meno di un qualche inatteso ed imprevedibile cambiamento nel comportamento dello schieramento ulivista, che il centro destra è obbligato ad andare avanti da solo lungo la strada delle riforme e del cambiamento del paese. Dialogare con i supponenti che rifiutano di opporre le idee ed i programmi alle idee ed ai programmi è del tutto inutile. E’ molto meglio procedere con speditezza lungo la propria strada. Tanto, a volerla proprio cercare, una opposizione dialogante si riesce a trovarla anche all’interno della maggioranza! |