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  La bufala repubblicana
17 gennaio 2002

Il patto segreto sulla giustizia? E’ la classica bufala “repubblicana”, una di quelle che il quotidiano di piazza Indipendenza architetta e lancia con cura sapiente quando vuole silurare ed affondare una qualche iniziativa politica con cui non è d’accordo. Nessuno si scandalizza per la reiterazione di un metodo che Eugenio Scalfari ha inventato mescolando sapientemente la tradizione del giornalismo fazioso comunista e fascista con l’esempio del giornalismo spazzatura anglosassone. Ma, al tempo stesso, nessuno ha più l’anello al naso e non riesce a capire la vera natura del presunto scoop del quotidiano diretto da Ezio Mauro. Ci sono settori dell’opposizione e della magistratura che continuano testardamente a perseguire la via giudiziaria al socialismo, puntano alla sentenza Sme per arrivare ad un nuovo “ribaltone” e si oppongono a qualsiasi tipo di dialogo nella convinzione che solo attestandosi sulla “linea del Piave” della nuova Resistenza indicata da Francesco Saverio Borrelli si potrà cacciare l’odiato Cavaliere e realizzare la Repubblica delle lobby e delle corporazioni. 

“La Repubblica” è il principale strumento mediatico al servizio di queste minoranze di irriducibili giustizialisti. E con la sua ultima “bufala” della serie ha svolto correttamente il proprio compito. Che è quello di boicottare e combattere con ogni mezzo la speranza di un confronto tra maggioranza ed opposizione teso a risolvere la “questione giustizia” che da dieci anni grava sul paese. Di segreto, infatti, non c’è un bel nulla. Per la semplice ragione che tutto è alla luce del sole. In particolare la crescente consapevolezza dei massimi rappresentanti delle istituzioni e dei gruppi dirigenti più avveduti della maggioranza e dell’opposizione della assoluta necessità di impedire che la forsennatezza di pochi irresponsabili possa sprofondare il paese in una crisi senza uscita. 

Molti lo avevano previsto da tempo, qualcuno se n’è accorto solo da poco. Ma adesso è chiaro a tutti che non è più rinviabile il momento di dare una soluzione politica al colpo di coda con cui alcuni magistrati milanesi contano di destabilizzare il governo del paese. Questa soluzione può essere il ripristino dell’autorizzazione a procedere, l’applicazione del cosiddetto modello spagnolo o l’adozione di quelle misure di tutela dei legittimi governi e parlamenti dagli eccessi giustizialisti presenti negli ordinamenti di ogni democrazia avanzata. Ma, qualunque possa essere, non è diretta a risolvere il problema personale di Silvio Berlusconi ma a tagliare una volta per tutte un nodo che stringe alla gola l’intera società italiana. I giustizialisti de “ La Repubblica” si rifiutano di capirlo. E sfornano “bufale”. Sempre più acide e sempre più immangiabili.