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  E’ solo Carosello
7 marzo 2002

Frutta e verdura contro Roberto Benigni nella serata finale di San Remo. Si tratta di squadrismo o di loggionismo? Ha ragione Giuliano Ferrara che rivendica il diritto a contestare l’arroganza di un comico di regime con l’arma tipica del pubblico povero ed inerme? Oppure hanno ragione quei dirigenti della sinistra che hanno reagito alla sortita del direttore de “Il Foglio” con il riflesso pavloviano dell’antifascismo bolso e trombone degli anni ’70? La risposta giusta non è quella dei combattenti e reduci delle stagioni dello “sdegno e delle condanne laiche, democratiche ed antifasciste. E neppure quella fornita con la solita freschezza intellettuale da Giuliano Ferrara. Lo squadrismo e il loggionismo non c’entrano un bel nulla. La faccenda è solo uno spot pubblicitario. Semplicissimo ma assolutamente geniale. Il “buonaaasera” inventato dall’Elefantino non per esprimere un dissenso politico o morale ma per promuovere se stesso ed il proprio prodotto. 

Da oggi in poi e fino alla conclusione del Festival di San Remo l’attenzione di milioni di italiani non sarà rivolta al conflitto d’interessi o all’Europa, alle guerre in Medio Oriente ed in Afghanistan o al delitto di Cogne. L’interesse generale non riguarderà neppure il concorso canoro, il ritorno del “pippobaudismo” dopo la caduta del “razzismo”, le tette prorompenti della mora Manuela Arcuri e quelle adolescenziali della bionda Vittoria Belvedere. Fino a sabato almeno venti milioni di italiani si chiederanno alcune volte al giorno se Ferrara prenderà sul serio a pomodorate Roberto Benigni. E nella fatidica serata finale del Festival l’interesse collettivo non sarà rivolto a scoprire quale canzone e quale cantante usciranno vincitori ma ad aspettare il momento in cui il direttore de “Il Foglio” ed i suoi seguaci faranno volare frutta, ortaggi e uova marce all’indirizzo del regista de “La vita è bella”.

Quanto avrebbe dovuto spendere Ferrara per una campagna promozionale capace di raggiungere il gigantesco numero di contatti assicurato dalla provocazione legata al Festival di San Remo? Probabilmente qualche miliardo. Ed anche in caso di una gigantesca spesa in spot televisivi il risultato non sarebbe mai stato simile a quello già ottenuto con trenta righe di esplicita minaccia di lancio di pesci in faccia. Tanto di cappello, allora, di fronte alla geniale trovata. Che in un colpo solo non rende felice solo Ferrara ma anche Baudo, la Rai e lo stesso Benigni. Al punto da ingenerare il sospetto del “tutti d’accordo” per garantire a ciascuno il massimo di audience e di ritorno pubblicitario. Sarà così? In fondo importa poco. L’importante, semmai, è rendersi conto che non ci si trova di fronte ad un caso politico contrassegnato dall’ennesimo scontro del bene contro il male e viceversa. E’ solo “Carosello”!