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L’Italia in buone mani Giovedì 9 maggio 2002 Non c’è bisogno di aspettare la conclusione del “caso Betlemme” per stilare un bilancio del comportamento del governo italiano. Come ha riconosciuto lo stesso segretario dei Ds Piero Fassino , che in questo modo ha sensibilmente bilanciato in termini di responsabilità la deriva irresponsabile delle frange massimaliste della sinistra, di un bilancio assolutamente positivo. Adesso potrà anche capitare che dietro le richieste ufficiali di Israele, Olp, Stati Uniti, Vaticano ed Unione Europea e dopo un adeguato chiarimento dei complessi aspetti giuridici della questione, il nostro governo accetti di accogliere in Italia i 13 terroristi palestinesi della Basilica della Natività. Ma se mai si dovesse giungere ad una conclusione del genere si tratterà di un atto chiaro, trasparente, non ambiguo e soprattutto onorevole per il nostro paese. Nulla a che vedere con le mene e gli accordi segreti con l’Olp degli anni ’70 a cui ha fatto riferimento l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. E, soprattutto, niente da spartire con il metodo dello scavalcamento da parte della diplomazia parallela che ha caratterizzato la nostra politica estera nei decenni passati. Non c’è bisogno di rispolverare i tempi in cui gli scavalcamenti della Farnesina e di Palazzo Chigi avvenivano per opera della diplomazia parallela della Chiesa, della Fiat, dell’Eni o dei servizi segreti filoisraeliani, filoarabi i filosestessi. Basta paragonare il “caso Betlemme” con il “caso Ocalan” per sottolineare come, per la prima volta da anni ed anni a questa parte, un governo italiano abbia impedito che la diplomazia parallela portatrice di interessi di parte prevalesse sulla diplomazia ufficiale espressione degli interessi nazionali. Allora ad aggirare ed a mettere in difficoltà il governo dell’epoca guidato da Massimo D’Alema fu la diplomazia parallela delle componenti terzomondiste dell’allora maggioranza di centro sinistra. Con il disastro diplomatico, politico ed anche umano (Ocalan finì nelle mani dei servizi segreti turchi) che ne conseguì. Adesso a tentare di scavalcare il governo di Silvio Berlusconi sono stati il Vaticano, gli Stati Uniti e le organizzazioni umanitarie cattoliche. Ma il fermo comportamento di Palazzo Chigi ha mandato all’aria una operazione che, partita con il piede sbagliato, sarebbe potuta finire addirittura peggio del “caso Ocalan”. Chi si aspettava dilettantismo ed inesperienza da parte del governo ha fatto male i suoi conti. Sul “caso Betlemme” l’esecutivo ha dimostrato di saper difendere al meglio gli interessi e la rispettabilità internazionale del paese. Al punto che adesso può anche permettersi di contribuire a rimuovere quello che il Cardinale Etchegaray ha definito “l’ultimo ostacolo” all’accordo per la fine dell’assedio della Basilica della Natività. Ora siamo certi che non sarà il solo a farsi carico della responsabilità di rimuovere “l’ultimo ostacolo” e che chiederà al Vaticano,agli Stati Uniti ed alla Unione Europea di fare la propria parte. Senza timori e sensi d’inferiorità di sorta.
Per la prima volta dopo tanto tempo possiamo dire di stare in buone mani! |