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Il bilancio e le sciocchezze Venerdì 14 maggio 2002 E’ tempo di bilanci del primo anno d’attività del governo Berlusconi. Ed è anche tempo di sciocchezze. Quelle, ad esempio, che ripete come un disco rotto Francesco Rutelli risbrodolando quanto già sosteneva a qualche settimana dalla propria sconfitta elettorale. E cioè che Silvio Berlusconi non ha rispettato gli impegni con gli elettori. O quelle che scrivono certi autorevoli commentatori dei grandi quotidiani d’informazione che, nel tentativo di mettersi sempre al di sopra delle parti per poterle condizionare entrambe, affermano che qualcosa è stato fatto ma con scarso senso delle istituzioni. Su questi terreni, al di là delle sciocchezze strumentali di questi giorni, c’è ancora molto da fare. Anche perché un programma di legislatura non si può realizzare in 12 mesi. E recuperare un senso dello stato perso da oltre un secolo è un impegno addirittura generazionale. Il bilancio è positivo per una ragione molto più importante che investe non tanto i risultati immediati dell’attività del governo quanto il funzionamento complessivo della democrazia italiana e la sua credibilità sia interna che internazionale. Ogni valutazione sul primo anno di attività governativa del centro destra va infatti rapportata alle condizioni politiche interne ed internazionali che hanno caratterizzato l’avvento di un governo non di sinistra alla guida del nostro paese. Berlusconi, in sostanza, ha avuto una partenza fortemente penalizzata. Non solo dal buco di bilancio lasciato da un governo di centro sinistra che aveva impiegato l’ultimo anno della passata legislatura a spendere ed impegnare le risorse pubbliche in operazioni clientelari tese a ribaltare le previsioni della propria sconfitta elettorale. Non solo dalla incessante campagna di criminalizzazione politica, giudiziaria e mediatica andata avanti per anni ed anni dalla sinistra e tesa a dimostrare che un eventuale governo di centro destra sarebbe stato un governo privo di qualsiasi legittimazione morale e civile. Non solo dalle resistenze crescenti delle oligarchie burocratiche dei ceti privilegiati e conservatori decise a compiere ogni sforzo per riservare al secondo governo Berlusconi la stessa sorte breve e sofferta riservata al primo. Ma soprattutto dalla grande operazione di delegittimazione internazionale lanciata dai governi di sinistra dei paesi europei, d’intesa con i politici e gli intellettuali della sinistra italiana, diretta a creare attorno a Silvio Berlusconi e al suo governo una gigantesca cortina di ostilità e di diffidenza destinata ad eliminare per soffocamento l’esecutivo di centro destra italiano. Questa gigantesca penalizzazione interna ed internazionale, che tendeva addirittura ad annullare il meccanismo democratico dell’alternanza ed a riaffermare il diritto inalienabile ed imperitura della sinistra a governare sempre e comunque, è stata ampiamente recuperata. All’interno del paese non sono serviti i girotondi, le mobilitazioni di massa e lo sciopero generale a dare l’impressione che il governo Berlusconi fosse debole, provvisorio e precario come quello del ’94. Il centro destra ha retto l’impatto della delegittimazione interna ed ha dimostrato di essere in grado di poter andare avanti per l’intera durata della legislatura. Ma è soprattutto sul terreno internazionale che il governo non solo a recuperato la penalizzazione ma ha registrato una serie di innegabili successi. La cortina di discredito che lo avrebbe dovuto isolare e soffocare è stata completamente eliminata. Ed ora Silvio Berlusconi può addirittura permettersi il lusso di liberarsi da quella diplomazia parallela che per cinquant’anni aveva condizionato negativamente la politica estera del paese e può tranquillamente assumere il ruolo, insieme a Blair ed Aznar, di motore della nuova Europa liberale ed innovatrice. Certo, i ritardi non mancano e gli errori e le carenze neppure. Ma l’aver dimostrato senza forzature di sorta che l’alternanza è possibile, che la democrazia italiana è matura e che l’Italia è in grado di svolgere il ruolo che le compete nel contesto internazionale è un risultato di enorme importanza. Non solo per Berlusconi ed il centro destra ma per tutti i cittadini. A dispetto di ogni sciocchezza strumentale. |