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Appello
a Berlusconi Giovedì 13 giugno 2002 Prima le liti pre-elettorali sull’esempio di quanto avvenuto a Verona, poi le polemiche successive al pessimo esito dei ballottaggi, inoltre il gioco allo scaricabarile per la battuta d’arresto al voto amministrativo: Ed ora, dulcis in fundo, la decisione di Vittorio Sgarbi di rimettere le deleghe di sottosegretario al Ministro della Cultura Giuliano Urbani come atto conclusivo del lunghissimo contenzioso che ha caratterizzato la sua coabitazione con il titolare politica al dicastero un tempo regno incontrastato di Walter Veltroni e della sua clone in gonnella Giovanna Melandri. Si può entrare nel merito di ciascuna di queste vicende. E criticare l’assenza di dialettica interna a Forza Italia che sul piano locale spinge i dissidenti ad uscire dal partito. Contestare la pessima tendenza dei dirigenti dei partiti della Casa delle Libertà a sputarsi addosso reciprocamente quando il vento accenna a cambiare rotta. Tirare le orecchie a quanti, pur avendo responsabilità di vertice e di governo, sono i primi a dare il cattivo esempio scaricando le proprie responsabilità su quelle degli altri. E si può anche affondare il coltello nella piaga protestando perché nel giro di quasi un anno Urbani e Sgarbi non siano riusciti a trovare una qualche forma civile di coesistenza. Ma perdersi in queste chiacchiere non serve a nulla. Molto meglio è registrare che tutti insieme questi fenomeni negativi rendono indispensabile l’intervento diretto non solo dei rappresentanti più responsabili di ogni singola forza della Casa delle Libertà ma, soprattutto, del massimo leader dello schieramento di centro destra Silvio Berlusconi. |