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Come
trattare i prepotenti Martedì 25 giugno 2002 “Hanno fatto un patto scellerato, bisogna fermarli”. Se a pronunciare una frase del genere fosse stato un qualche esponente del centro destra ci sarebbe stata una immediata sollevazione contro il risorgente squadrismo, la naturale tendenza della Casa delle Libertà all’uso del manganello e la deriva eversiva e criminale della attuale maggioranza di governo. Invece a scandire le avventate parole è stato il segretario della Cgil Sergio Cofferati suscitando la reazione preoccupata del Ministro del Lavoro Roberto Maroni e dell’Agricoltura Gianni Alemanno. E non solo nessuno ha speso una sola battuta per criticare l’esuberanza verbale del “cinese” in trasferta spagnola. Ma la protesta si è subito rivolta contro gli stessi Maroni ed Alemanno, colpevoli di aver osato denunciare di aver subito delle minacce da parte di anonimi dopo la sparata del segretario della Cgil. Cofferati, anzi, ha addirittura annunciato una querela per diffamazione nei confronti dei due ministri. Ed al suo fianco si è immediatamente ritrovata quella stampa fondamentalista di sinistra che, a dispetto dell’ingresso nel terzo millennio, continua a comportarsi come se la guerra civile della metà del secolo scorso non fosse mai finita. Questo comportamento non è affatto inusuale. Anzi, è la regola a cui si ispira da sempre la sinistra nei suoi comportamenti. Valga, come ulteriore esempio, quello offerto da Enzo Biagi, che dà del cretino a Fabrizio Del Noce pretendendo che l’insultato si scusi per lui per averlo costretto a insultarlo. Ma proprio perché diventata regola questa pratica non scandalizza e non irrita più. Una volta qualcuno tentava di protestare contro la protervia dei trinariciuti. Adesso l’opinione pubblica è talmente mitridatizzata da anni ed anni di scorrettezze sistematiche che nessuno tenta minimamente di reagire. Invece sarebbe ora di trattare gli atti di prepotenza come atti di prepotenza. E farla finita con un atteggiamento remissivo che non serve neppure a blandire e ad acquietare chi ne è beneficiario. La tolleranza, come diceva Popper, deve essere applicata a tutti tranne che agli intolleranti. E lo stesso deve ora valere con i prepotenti. Nei loro confronti non ci può essere né cedimento e neppure una qualsiasi forma di comprensione. Se Cofferati si è fatto prendere dall’entusiasmo per lo sciopero generale della sinistra sindacalista spagnola e si è sentito per un attimo pervaso dallo spirito della Pasionaria, sono cavoli psicologici suoi. Le parole che ha pronunciato costituiscono un atto di irresponsabilità vista la tendenza ricorrente di molti idioti dell’ultra sinistra a pensare che il modo migliore di fermare gli avversari sia quello di prenderli a rivoltellate. I casi di Biagi e di D’Antona non hanno insegnato proprio nulla? Certo, nessuno si sogna di affermare che Cofferati sia scivolato nell’irresponsabilità in maniera volontaria e consapevole. Alle volte l’occasione non fa solo l’uomo ladro ma anche sciocco. Ma se ha compiuto una sciocchezza gli va apertamente contestata. E se poi tenta di reagire aggredendo gli aggrediti bisogna contestargli sia la sciocchezza che la prepotenza. Senza sconti o indulgenze di sorta. E questo non vale solo per Cofferati ma anche per tutti gli altri. Biagi in testa. |