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Una risposta stridente Mercoledì 10 luglio 2002 Stride e stupisce la risposta dei rappresentanti di Magistratura Democratica alla richiesta presentata al processo Sme dalla difesa di Cesare Previti di conoscere l’elenco degli iscritti alla correnti di sinistra dell’Associazione Nazionale Magistrati. Dov’è lo scandalo, infatti, se un cittadino chiede di conoscere gli orientamenti politici del giudice che lo deve giudicare? I magistrati hanno piena libertà di associazione e godono dei diritti di libertà riconosciuti dalla Costituzione. E sotto questo profilo debbono essere considerati al pari di qualsiasi altro cittadino della Repubblica. Ma proprio perché a causa della loro condizione e del loro status i magistrati non debbono essere sottoposti a restrizioni di sorta sul terreno dei diritti civili e politici, non possono neppure pretendere privilegi speciali nell’applicazione di tali diritti. Perché mai gli elenchi di ogni tipo di associazione debbono essere pubblici e trasparenti e quelli dei magistrati che aderiscono alle correnti che compongono l’Associazione Nazionale Magistrati debbono rimanere nascosti e coperti? Se è vero, come ha affermato con enfasi il presidente di Magistratura Democratica Livio Pepino, che “i valori di imparzialità, serenità e distacco sono da sempre per Md riferimento fondamentale e irrinunciabile”, non c’è alcun bisogno di tenere nascosti e segreti gli elenchi degli iscritti. L’adesione alla principale corrente di sinistra della magistratura non dovrebbe in alcun caso mettere in discussione la capacità di amministrare la giustizia senza condizionamenti di sorta . Perché, allora, il rifiuto di rendere noti gli elenchi? Gli antichi avevano una frase particolarmente efficace per dare una risposta esauriente all’interrogativo : male non fare, paura non avere. |