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  Appello a Serventi Longhi
Martedì 3 settembre 2002

Sarà il salone della Federazione della Stampa ad ospitare la conferenza stampa di presentazione della manifestazione che i girotondisti di tutta Italia hanno organizzato il 14 settembre a piazza del Popolo per aprire la ripresa autunnale all’insegna dello scontro frontale con il governo. Parteciperanno alo Flores D’Arcais, Nanni Moretti ed i tanti aspiranti leader della sinistra piazzaiola che da qualche mese a questa parte si vanno agitando per conquistare un posto al sole nella galassia dell’opposizione all’esecrando governo del Cavaliere Nero. E, si può stare certi, tra i partecipanti ci sarà anche il segretario della Federazione della Stampa Paolo Serventi Longhi, Non solo come ospite in quanto rappresentante del sindacato unitario dei giornalisti italiani. Ma, soprattutto, in qualità di girotondista in servizio permanente effettivo , militante diessino a fianco del suo Mentore Beppe Giulietti nel correntone di Luigi Berlinguer, neo sostenitore della necessità della leaderschip di Sergio Cofferati e lucido artefice di una strategia di affermazione personale che in prospettiva dovrebbe condurlo dal mondo dell’informazione a quello della politica.

Sul piano personale Paolo Serventi Longhi ha tutto il diritto di pensarla come crede, di militare dove vuole e di partecipare a manifestazione di qualsiasi genere. In qualità di segretario della Federazione della Stampa, invece, non ha una libertà del genere. La qualifica di esponente di punta del giornalismo italiano organizzato in sindacato unitario gli impone un comportamento di tutt’altro genere. E’ proprio sicuro che tutti i giornalisti italiani sono d’accordo con lui nello scendere in piazza a fianco dei girotondisti contro il centro destra al governo nel nostro paese? Esiste una delibera della giunta della Fnsi o del Consiglio Nazionale che lo autorizza a rappresentare l’intera categoria alla presentazione di una manifestazione indetta da una minoranza, sia pure rumorosa, dell’opinione pubblica nazionale? E se anche Giunta e Consiglio Nazionale avessero mai approvato delibere per autorizzarlo a partecipare a nome del sindacato unitario ai girotondi, si sentirebbe sul serio autorizzato a parlare e schierarsi in nome e per conto di tutti i giornalisti italiani.

Conoscendo e stimando Paolo Serventi Longhi so per certo che il segretario della Federazione della Stampa è perfettamente consapevole che solo una parte, sia pure consistente, della categoria lo segue nelle sue scelte ed è pronta a sostenerlo nella sua strategia diretta a seguire le orme del battistrada Giulietti. Per questo, da ex amico e da ex vice segretario della Fns ed ex segretario della Associazione Stampa Romana, gli rivolgo un invito preciso. Non a negare la sala della Fnsi ai girotondisti piazzaioli di Flores D’Arcais e di Moretti. Non a rinunciare a partecipare ad una manifestazione dove è condotto non solo dai propri calcoli ma anche dalle proprie convinzioni. Ma a chiarire che la sua presenza e le sue probabili parole sono espressione di una scelta personale e non della posizione di una intera categoria. 

Caro Paolo, capisco che dopo aver preso a schiaffi in gioventù il preside del liceo Castelnuovo Giovan Battista Salinari (che era una persona per bene, comunista e fratello di una Medaglia d’Oro della Resistenza), tu possa non avere remore negli anni della maturità a prendere metaforicamente a schiaffi il buon senso e l’organismo unitario dei giornalisti italiani creato a suo tempo da Francesco De Sanctis. Ma frena per un attimo il tuo protagonismo e caricati della responsabilità che la tua carica comporta. Giulietti se ne farà una ragione! E se si dovesse proprio imbufalire ricordagli che quella sala della Fnsi dove i capi dell’estremismo più forsennato della sinistra massimalista presenteranno la manifestazione del 14 settembre è intitolata a Walter Tobagi. Perché farlo rivoltare nella tomba?