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Commissariare Firenze 30 ottobre 2002 Gli amministratori locali della Toscana, dal sindaco di Firenze Dominici al presidente della Regione Martini, hanno tutto il diritto di militare in una componente dei Ds che persegue l’obbiettivo di non avere nemici a sinistra e di creare alleanze e collegamenti con il mondo dei no-global. Ma non hanno alcun diritto di far pagare la loro legittima scelta politica non solo a tutti i cittadini italiani ma all’interna comunità internazionale. Firenze, infatti, non è proprietà privata di Dominaci, di Martini o di una corrente dei Ds. Firenze, così come l’intera Italia, è patrocinio dell’intera umanità. E se c’è qualcuno che in nome dei propri interessi particolari (il fatto che si tratta di interessi politici non cambia affatto la natura della questione) non esita a mettere a rischio l’interesse collettivo nazionale ed internazionale alla difesa di una delle principali città d’arte del mondo, o si assume le proprie responsabilità o deve essere obbligato a farlo. Dominici mette le mani avanti. E sostiene che le responsabilità ricadono tutte sul governo. Sia per non aver bocciato inizialmente la richiesta di manifestare presentata dalle associazioni no-global, sia perché il compito di mantenere l’ordine pubblico spetta all’esecutivo che deve così prendersi il doppio rischio o di vietare il raduno o di impedire che esso degeneri in manifestazioni di violenza. Ma l’eccesso di furbizia ha fatto un brutto scherzo al sindaco fiorentino. La difesa dell’ordine pubblico sarà pure di competenza del governo. Ma nessuno ha mai stabilito che le autorità locali debbano godere della facoltà di creare il massimo intralcio alla tutela della sicurezza dei cittadini di competenza del governo. Se il comune offre alloggi gratuiti ai no-global, se si prepara a rifocillarli e crea la migliori condizioni per il loro soggiorno fiorentino senza preoccuparsi di prendere in considerazione il problema della sicurezza, non può pensare di farla franca. Deve essere considerato corresponsabile dei suoi ospiti. E deve essere chiamato a pagare in termini politici, civili e penali dei danni che potranno essere provocati da chi conta di trasformare Firenze in una nuova Genova. Questo non significa che il governo possa seguire l’esempio di Ponzio Pilato. Esclusa l’ipotesi di vietare la manifestazione, deve organizzare una gigantesca cintura attorno alla città per impedire l’ingresso a pregiudicati od a gruppi armati. E, naturalmente, deve far presidiare in forze Firenze per prevenire ogni possibile atto di violenza. Ma se per caso dovessero comunque scoppiare incidenti il compito del governo dovrebbe essere uno solo: commissariare il comune e chiedere i danni a Dominici. |