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  Contro i no-global con i Radicali
5 novembre 2002

C’è un modo per dimostrare nel concreto di non condividere le idee ed i metodi dei no-global che si riuniscono a Firenze? “Il Riformista” ha scritto sconsolatamente che “ci vorrebbe un bel corteo pro-global”. Quasi a rilevare che al momento non esiste un modo per esprimere il dissenso verso il movimento più reazionario e conservatore che sia sorto negli ultimi decenni. Ma in realtà questo modo esiste. Ed è quello di partecipare al “Forum per le libertà, per la democrazia, per la non violenza” che i radicali italiani hanno organizzato sempre a Firenze nelle stesse tre giornate in cui è articolata la manifestazione indetta dagli organizzatori di Genova, di Barcellona, di Goteborg e di Seattle. Non credo che per partecipare a questa iniziativa che punta a dimostrare l’esistenza di idee, progetti e metodi totalmente alternativi a quelli dei no-global sia necessario essere radicali e condividere punto per punto le opinioni di Marco Pannella, Emma Bonino, Daniele Capezzone e di tutti gli altri esponenti del Pr.

Sono convinto che i radicali accoglieranno di buon grado anche chi non è mai stato iscritto al loro partito, vota per la Casa delle Libertà o per l’Ulivo e magari non esita a criticare Pannella quando pensa sia giusto farlo. Anzi, immagino che più saranno i non radicali presenti al Forum, più i dirigenti del Pr saranno soddisfatti di aver dato vita ad una iniziativa che colma un vuoto e risponde ad una necessità sempre più avvertita nel dibattito politico italiano. Il vuoto è la sostanziale passività con cui l’intero mondo politico e culturale italiano ha reagito e continua a reagire alle pressioni e provocazioni della galassia no-global. Si ha l’impressione che anche chi dovrebbe essere schierato sul fronte opposto a quello di un movimento che fino ad ora è riuscito ad esprimersi e ad imporsi all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale solo attraverso l’uso della violenza, abbia paura di manifestare apertamente la propria adesione ai valori della libertà e della democrazia della civiltà occidentale. 

C’è un fondo di vigliaccheria nell’atteggiamento di chi protesta contro le devastazioni di Genova e denuncia i rischi che corre Firenze ma tace e si ritrae quando si tratta di contrapporre le idee alle idee ed i metodi ai metodi. Manca la passione, come dice giustamente Oriana Fallaci. Manca tra le forze politiche della maggioranza di governo, che pure dovrebbero essere le prime a battersi contro istanze che sono la negazione assoluta dei loro valori di riferimento. E manca, con qualche rara eccezione, tra le forze dell’opposizione democratica e parlamentare che spera sempre di non avere nemici a sinistra e continua a nutrire l’assurda follia di poter un giorno utilizzare in qualche modo i movimenti extraparlamentari e la loro carica di violenza. I radicali, invece, hanno la passione per le libertà e per la democrazia. E non hanno paura di manifestarla. Per questo non possono essere lasciati soli. Alla loro passione si deve affiancare la passione di chi non si vergogna di battersi per i diritti degli individui, per l’affermazione dello stato di diritto e per il rispetto del metodo del confronto democratico contro ogni forma di violenza e di coercizione. 

Ed al loro coraggio si deve aggiungere quello di chi non ha paura di opporsi al pacifismo fraudolento, all’anticapitalismo strumentale ed al terzomondismo fasullo di chi per odio verso l’Occidente è stato e continua ad essere il comodo supporto di ogni forma di totalitarismo. La necessità è che il dibattito politico italiano si arricchisca al più presto di questo coraggio per la democrazia e di questa passione per la libertà. Non si può reagire ai no-global limitandosi a lamentarsi per le pur pericolosissime minacce indirizzate al patrimonio culturale rappresentato da Firenze. In ballo c’è una questione più ampia della tutela di un patrimonio culturale che è degli italiani e dell’intera umanità: C’è la necessità di scendere in campo in difesa di un modello di civiltà che avrà pure mille colpe e mille difetti ma che fino ad ora è l’unico in grado di assicurare un sufficiente livello di libertà, di giustizia e di benessere per gli abitanti del pianeta. Per questo è necessario andare a Firenze. A manifestare con i radicali contro i no-global e contro tutti i Don Abbondio della politica e della cultura del nostro paese.