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  La benedizione della stampa cialtrona
12 novembre 2002

Benedetta la stampa che dice bugie! Quella che racconta come i fiorentini abbiano accolto con fiori e baci i ragazzi ed i vecchi che hanno bloccato la città per tre giorni di seguito. Quella che ha spiegato come Oriana Fallaci non ha diritto di parlare perché non solo è forsennatamente razzista ma anche brutta, vecchia e piena di rancori per gli amori perduti e la giovinezza passata. Quella che ha salutato il Social Forum come il solo esempio di vivacità intellettuale esistente nel paese ed in tutto il mondo occidentale. Quella che irride costantemente su chi insiste a parlare di comunismo ed omette tranquillamente di riportare che l’ottanta per cento dei marciatori del sabato fiorentino innalzavano le bandire con la falce e martello, cantavano gli antichi inni dell’epoca del Comintern, ritmavano gli slogan coniati dagli stalinisti durante i primi anni della guerra fredda e non nascondevano affatto la loro speranza di abbattere il capitalismo mondiale per sostituirlo con il nuovo ordine formato dai proletari di tutto il mondo finalmente uniti. 

Benedetta questa stampa che continua a controllare la stragrande maggioranza del mondo dell’informazione italiano con i sistemi, i meccanismo e gli uomini del “giornalismo democratico” degli anni ’70! E non per vocazione al masochismo ma perché più le bugie si moltiplicano e diventano gigantesche, più la verità si fa strada e si afferma tra i cittadini provvisti di cervello. La riprova viene proprio da Firenze. Il presidente della Regione Claudio Martini ed il sindaco Leonardo Dominici possono anche cavalcare la stampa bugiarda e pretendere le scuse da chi aveva temuto la ripetizione di Genova. Ma al di là della propaganda sanno benissimo che la stragrande maggioranza dei cittadini di Firenze non ha considerato i ragazzi dei centro sociali, gli anarchici di mezza Europa, i correntonisti dei Ds, i rifondaroli di Fausto Bertinotti, le tute bianche di Luigi Agnoletto ed i “disobbendienti” di Luca Casarini come le truppe alleati liberatrici del ’44. Li ha paragonati ai nazisti occupatori. 

E, come per quest’ultimi, quando se ne sono andati hanno tirato un gigantesco sospiro di sollievo che peserà (e Martini e Dominaci se ne accorgeranno) al momento delle non lontane elezioni amministrative. La verità, infatti,non è quella raccontata dalla propaganda della stampa bugiarda e cialtrona e neppure quella avallata dai politici di lungo corso alla ricerca disperata di una qualunque base elettorale. I marciatori di Firenze non hanno rappresentato l’intera società italiana. E neppure la sua maggioranza o una fetta talmente consistente da poter pretendere di essere espressione di tutto e di tutti. Hanno rappresentato solo una minoranza di opinione pubblica che con le grida e l’amplificazione assicurata dai media bugiardi pretende di parlare a nome dell’intero paese ma che nei fatti esprime poco più di un misero dieci per cento degli italiani. Gli altri, tutti gli altri, cioè la stragrande maggioranza, la pensano in maniera esattamente contraria. E se rimangono silenziosi perché non sono abituati e non hanno il tempo di gridare non rinunciano ad esprimere le loro opinioni attraverso il voto democratico. Sarà per questo che la sinistra e la sua stampa fiancheggiatrice perdono in continuazione le elezioni, le copie ed i telespettatori?