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  I giapponesi di via Solferino
12 dicembre 2002

Crolla la Fiat (è per la storia dell’Italia unitaria equivale a dire che crolla il mondo) ma il sindacato interno dei giornalisti del Corriere della Sera è ancora attestato sulla linea fissata alla fine degli anni ’60 dai cosiddetti “giornalisti democratici” guidati da Raffaele Fiengo. La faccenda non stupisce e non merita particolari analisi. Basta rilevare che a distanza di oltre trent’anni a capeggiare il sindacato interno del Corriere della Sera c’è sempre l’inossidabile ed inamovibile Raffaele Fiengo. E l’intera vicenda interna del quotidiano di via Solferino assume contorni fin troppo chiari ed evidenti. Il mondo va avanti e loro rimangono tenacemente indietro. Convinti che il rapporto privilegiato tra il capitalismo familiare guidato dagli Agnelli e ed il mondo della cultura e dell’informazione schierato a sinistra sia destinato ad essere l’unica costante perenne ed immodificabile della storia d’Italia. 

Ma la giapponesizzazione della redazione del principale quotidiano italiano non è una semplice annotazione di costume. E’ la spia inequivocabile di una questione che oltre a riguardare la sorte del Corriere della Sera investe quella dell’intero mondo dell’informazione nazionale. Se saltano i vecchi assetti del potere economico, quelli che hanno fatto da architrave alla egemonia di ispirazione gramsciana della cultura e dell’informazione del nostro paese, salta automaticamente anche questa egemonia. Fiengo e compagni possono anche pensare di condurre la loro guerra privata e personale all’interno della redazione del quotidiano milanese. Il tutto nella convinzione che fuori tutto sia rimasto fermo ai tempi delle grandi famiglie capitalistiche che prosperavano con il denaro dello stato e con il consenso dei sindacati e del partito avanguardia dei lavoratori . 

Ma la realtà è totalmente diversa. Gli antichi equilibri di potere non esistono più. La famiglia Agnelli vuole abbandonare la Fiat a se stessa dedicandosi ad attività economiche e finanziarie più remunerative. Il vuoto determinato dall’uscita di scena dell’Avvocato e del fratello Umberto verrà fatalmente colmato da altri imprenditori ed altri finanzieri. Ai vecchi assetti fondati sulla saldatura degli interessi capitalistici con quelli delle burocrazie politiche e sindacali delle forze di sinistra subentreranno nuovi e più diversi assetti. Questa, per fortuna, è la dimostrazione che la società italiana non è più chiusa e cristallizzata ma tende progressivamente ad aprirsi ed a modernizzarsi. Fiengo ed i suoi amici se ne facciano una ragione. Non saranno i giapponesi di via Solforino a fermarla!