torna alla
home page

ARCHIVIO

2002
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
marzo
febbraio 
gennaio

2001
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

2000
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

1999
dicembre
novembre
ottobre
settembre
agosto
luglio
giugno
maggio
aprile
marzo
febbraio
gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  La parola a Berlusconi
17 dicembre 2002

Urge precisazione. Da parte di Silvio Berlusconi. Se il Presidente del Consiglio vuole trascorrere meno tempestosamente il resto della legislatura deve affrettarsi a spiegare ai parlamentari dei partiti del centro destra il reale significato della etichetta “Casa delle Libertà”. Le libertà in questione sono quelle dei cittadini. E la casa è di tutti coloro che intendono difendere le libertà degli italiani. Non sono, invece, le libertà dei parlamentari della maggioranza di fare e dire in Parlamento quello che meglio credono. Soprattutto quando in ballo non ci sono questioni legate ai rispettivi collegi ma il problema generale della tenuta dei conti pubblici e dei provvedimenti più opportuni tesi ad assicurare questa tenuta. Sul tema dei condoni, in altri termini, è ormai indispensabile un intervento diretto del Premier. Che da un lato chiarisca una volta per tutte le intenzioni del governo sulla portata e sui contenuti del provvedimento da inserire nella finanziaria. Ma che dall’altro richiami i parlamentari della Casa delle Libertà ad un comportamento più lineare e corretto nei confronti dell’opinione pubblica.

Non si tratta di chiedere a Berlusconi di tirare le orecchie ai suoi senatori ed ai suoi deputati per le sortite estemporanee in cui troppo spesso si esibiscono. E non si tratta neppure di suggerire al leader del centro destra di applicare una sorta di centralismo democratico riveduto e corretto all’interno della maggioranza. La diversità dei giudizi e delle valutazioni sono il sale della democrazia. E se il centro destra fosse un organismo omologato ed appiattito perderebbe qualsiasi interesse nei confronti dei suoi elettori.
Ciò che si chiede a Berlusconi, invece, è che imponga ai suoi parlamentari di capire e di informarsi prima di parlare. Per evitare quel chiacchiericcio scomposto, disordinato, confuso e contraddittorio che precede ogni scelta importante del centro destra. E per fermare quel processo di sfilacciamento dell’immagine complessiva della maggioranza che rappresenta il pericolo maggiore a cui va incontro la Casa delle Libertà. E’ vero che la sinistra è allo sbando e l’opposizione sfaldata. Ma puntare solo sulle disgrazie altrui è una tattica che a tempi lunghi può riservare spiacevoli sorprese.