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  I calci nel sedere
19 dicembre 2002

Silvio Berlusconi ha rivelato che il sessanta per cento degli italiani non è affatto scontento della prospettiva del condono fiscale. E anche se il presidente del Consiglio non lo ha detto è molto probabile che la stessa percentuale di italiani non sarebbe affatto ostile alla eventualità che al condono fiscale si accompagnasse anche il condono edilizio. Apparentemente la circostanza sembra fatta apposta per suscitare stupore. Le prime pagine dei principali giornali italiani sono pieni di articoli grondanti sdegno morale per la decisione del governo di mettere delle toppe alle finanze pubbliche ricorrendo al metodo del perdonismo e del lassismo della Prima Repubblica.

L’opposizione tuona compatta contro “l’indecente” comportamento del centro destra che punisce i cittadini in regola con il pagamento delle tasse e premia i mascalzoni che negli anni passati le hanno evaso. Ed anche una buona parte della stessa maggioranza sembra vergognarsi di assumere una decisione imposta dalla crisi economica generale ma di cui farebbe volentieri a meno sempre in nome delle ragioni etiche e morali sostenute dai giornalisti moralisti e dai dirigenti eticamente corretti del centro sinistra. Perché mai, allora, se la quasi totalità della classe dirigente è contro il condono, il sessanta per cento degli italiani non solo non lo condanna ma lo aspetta con trepidante soddisfazione? 

La domanda non riguarda i dirigenti del centro sinistra. E neppure i giornalisti in preda a sussulti etici. Tocca direttamente quegli esponenti della maggioranza che si vergognano delle proprie decisioni e si apprestano a varare il condono per far piacere a loro stessi ed alla loro parte politica ma per far piacere alle casse vuote dello stato. E proprio perché riguarda solo costoro va posta in termini diversi da quelli iniziali. I condonisti pentiti del centro destra hanno capito sul serio il significato della vittoria della loro parte politica alle ultime elezioni? Oppure sono talmente ottusi e succubi della propaganda degli avversari da credere sul serio che se esiste un sessanta per cento di italiani favorevole al condono la maggioranza dei nostri connazionali è formata da criminali incalliti capaci solo di esprimere una classe dirigente criminale?

L’interrogativo non è peregrino. C’è il fondato sospetto che una larga parte dei parlamentari del centro destra abbia interpretato la vittoria elettorale come un miracolo della Madonna e non come l’espressione della maggioranza dei cittadini di protestare contro il fisco vessatorio, autoritario e mascalzonesco imposto dal centro sinistra nel passato e di invocare un radicale ed immediato cambiamento di marcia con una riforma fondata sulla cancellazione degli effetti delle grassazioni compiute dallo stato ispirato al socialismo reale. Il sessanta per cento che vuole il condono è il popolo delle partite Iva, è quello della produzione e del commercia, delle arti e dell’artigianato. E’ la parte viva e vitale del paese che chiede di essere liberato dalla parte eccessiva dei vincoli e delle pastoie che lo paralizzano.

Il centrodestra , quindi, non si dovrebbe vergognare di andare incontro alle richieste del proprio elettorato. Le dovrebbe sostenere, cavalcare, esibire come un grande risultato di libertà rispetto all’era dell’oppressione. Invece non riesce a farlo. Un po’ perché, pur essendo guidato da un grande comunicatore, non riesce a capire che la comunicazione è strategica per il proprio futuro. Un po’ perché è sul serio composta da una parte di miracolati che non sanno ciò che fanno. E che per questo, al momento giusto, dovranno essere presi a calci nel sedere.