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  Il masochismo della maggioranza
28 febbraio 2003

INessuno nutre dubbi sul fatto che i leader del centro destra siano riusciti a scrivere una pagina di rara stupidità sulla vicenda del Cda della Rai. C’erano mille modi per uscire dal tunnel buio in cui la maggioranza si era cacciata decidendo a suo tempo di affidare l’azienda radiotelevisiva di stato ai personaggi più sbagliati e meno indicati a ricoprire il delicato incarico. E, naturalmente, si è scelto il modo meno adatto. Quello che ha messo in imbarazzo i presidenti delle Camere, Marcello Pera e Pierferdinando Casini, costringendoli a riaprire una questione che poteva essere risolta in tutt’altra maniera. E, soprattutto, ha fornito all’opposizione l’occasione di sfruttare gli errori clamorosi della maggioranza per meglio mimetizzare e nascondere i giganteschi problemi che nel frattempo stanno scoppiando al proprio interno. L’errore più grave dei dirigenti della Casa delle Libertà è proprio questo. §

L’aver regalato al centro sinistra la possibilità di dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle sciocchezze della maggioranza piuttosto che sull’esplosione delle proprie contraddizioni. Lega, An, Udc e la stessa Forza Italia sono riuscite a portare a maturazione il bubbone del vertice dimezzato della Rai proprio nel momento in cui la spada di Damocle della possibile guerra contro Saddam ha spezzato l’ultimo legame che regge le diverse componenti dell’opposizione. 
Con la conseguenza che tutti si sono interessati alle dimissioni di Baldassarre e di Albertoni ed alla sorte di Saccà ed è passato praticamente sotto silenzio che l’Ulivo si è spaccato sulla scelta delle frange estraparlamentari di portare la battaglia pacifista oltre il confine della legalità. Lo Sdi di Enrico Borselli e l’Udeur di Clemente Mastella hanno rifiutato di accettare la linea giustificazionista adottata da una parte dei Ds e dall’intera Cgil per coprire i “compagni che sbagliano” boicottando in nome della pace il funzionamento dei treni e dei servizi pubblici. Ed hanno chiesto un chiarimento politico che in concreto non porterà a nulla ma che ufficializza l’esistenza di un’area riformista e moderata all’interno del centro sinistra non disposta a fungere da rimorchio della sinistra più estremista.

Se la maggioranza non avesse avuto l’infelice idea di mettersi a sguazzare nei liquami della vicenda Rai la richiesta di chiarimento di Borselli e Mastella avrebbe assunto il significato di una chiara rottura dello schieramento di opposizione. Con la propria scelta masochista, invece, la Casa delle Libertà ha nascosto l’esplosione interna dell’Ulivo e ne ha depotenziato la capacità distruttiva. 
Per la prima volta da parecchi anni, in sostanza, maggioranza e opposizione si sono scambiati i ruoli. Fino a ieri era il centro destra che campava sugli errori del centro sinistra. 
Adesso è il centro sinistra che prende fiato sulle corbellerie del centro destra. Complimenti!