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TeleKabul in cambio di Santoro 11 marzo 2003 Ma si! Si rispalanchino pure le porte della prima serata a Michele Santoro e ad Enzo Biagi! E si preoceda al più presto, come chiede Giuseppe Giulietti al nuovo Consiglio di Amministrazione della Rai, al sollecito recupero degli “epurati” eccellenti Freccero, Luttazzi, Massarini, Remondino, Fazio, Cuglia e Sabina Guzzanti! D’altro canto come evitare che la prima mossa del prossimo presidente dell’azienda radiotelevisiva pubblica Paolo Mieli e degli stessi consiglieri d’amministrazione non avesse rappresentato un grande segnale di discontinuità rispetto alla gestione Baldassarre-Sacca? Era assolutamente normale che il presidente di garanzia dell’opposizione chiedesse pregiudizialmente di vedere sanato ciò che l’opposizione aveva denunciato come il più grave vulnus alla democrazia ed alla libertà di stampa compiuto nel corso di meno di due anni dal cosiddetto regime berlusconiano. Ed era altrettanto scontato che gli altri componenti del Cda ne seguissero l’esempio. Quale migliore occasione per accreditare la propria gestione che affrettarsi a riabilitare i “dissidenti” ed i “ martiri” di quella precedente? Mieli e gli altri non potevano fare altrimenti. E se qualcuno non lo aveva messo in conto male per lui! Stupiscono, quindi, gli stupori di certi rappresentanti del centro destra. Sia quelli esterni che quelli interni alla Rai! Il problema, semmai, è di capire che dopo aver riabilitato i “martiri” bisogna incominciare ad affrontare il problema di ridare un ruolo ed una prospettiva al servizio pubblico radiotelevisivo. Non basterà procedere ad una semplice restaurazione e riportare Biagi alla Prima rete, Santoro alla seconda, Remondino in prima linea e tutti gli altri dove stavano. Magari con gli stipendi aumentati sulla base dell’inflazione. Bisognerà ridisegnare l’assetto complessivo della Rai sulla base di quel criterio di pluralismo e di democrazia che da anni sembra essere bandito a viale Mazzini. E sarà bene che chi deve arrivi a quel momento con almeno una mezza idea in testa che non sia la semplice restaurazione per avere la patente del “politicamente corretto”. Giovanni Sartori aveva proposto di tornare alla vecchia lottizzazione con due alla maggioranza ed una all’opposizione. Ma se tornano i “martiri” lo schema salta perché l’opposizione non avrebbe solo Rai Tre ma anche una serie di prime serate su Rai Uno e Rai Due. Ne deriva che la riabilitazione dei dissidenti fa saltare lo schema del “due a uno” ed impone la ricerca di un nuovo equilibrio pluralista a Saxa Rubra. In cambio di Biagi e Santoro, in sostanza, la maggioranza dovrebbe pretendere la liberalizzazione della Terza Rete dall’occupazione di sinistra, la fine di TeleKabul e la riorganizzazione pluralista di tutte le altre testate giornalistiche dell’azienda. L’occasione è unica. In caso contrario i conti si faranno necessariamente alle elezioni. Chi non sa essere maggioranza è giusto che torni all’opposizione! |